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COSA SONO LE LARGE CAP?
I VANTAGGI E I RISCHI DELLE AZIONI AD ALTA CAPITALIZZAZIONE
Oggi gli investitori hanno la tendenza a detenere sempre più frequentemente azioni cosiddette “large cap” o “blue chip”.
Si tratta di azioni di società quotate in borsa ad alta capitalizzazione di mercato, che negli ultimi anni sono state associate all’idea di un investimento di successo.
Ma cosa significa large cap?
Le società Blue-chip: cosa si intende per “azioni a grande capitalizzazione”?
Si sente sempre più spesso parlare di società “blue-chip”, ma cosa si intende con questo termine? L’espressione fa riferimento ad un tipo di società che viene considerata affidabile dal punto di vista degli investimenti. Si tratta, infatti, di realtà finanziariamente stabili e consolidate nel tempo, grazie ai risultati positivi conseguiti anno dopo anno.
Tra gli esempi più comuni di azioni ad alta capitalizzazione ci sono sicuramente gli investimenti verso società come Apple, Coca-Cola, Starbucks, Disney, Microsoft e tante altre ancora.
Dunque, in linea generale, ai fini di un investimento, le big stocks sono viste tendenzialmente a basso rischio, in grado di assicurare un reddito stabile nel tempo e i dividendi sono spesso garantiti.
Tuttavia, nonostante la stabilità della società, tali azioni a grande capitalizzazione non devono essere intese come immuni ad eventuali crolli della Borsa. Anzi, nel momento in cui si verificano scandali o insuccessi che coinvolgono una determinata società blue-chip, il rischio è che la crisi va ad influire negativamente anche sulla quotazione stessa.
PERCHÉ SI INVESTE SPESSO SULLE AZIONI AD ALTA CAPITALIZZAZIONE?
Come abbiamo visto, gli investitori sono portati ad investire nelle società “Blue-chip” in quanto si tratta di aziende leader di un determinato settore, con una capitalizzazione di mercato elevata.
Le azioni ad alta capitalizzazione, quindi, sono considerate in generale come degli investimenti a basso rischio, poiché si ritiene che le grandi società hanno maggiori possibilità di sopravvivere anche durante periodi di instabilità economica e di crisi finanziarie.
Gli investitori sono spinti ad investire nelle azioni a grande capitalizzazione per diverse motivazioni. Innanzitutto, questa tipologia di aziende viene considerata sicuramente più stabile rispetto ad aziende più piccole oppure emergenti.
Inoltre, un ulteriore aspetto che convince ancor di più gli investitori a ricorrere alle large cap, sta nel fatto che queste società hanno spesso una vasta offerta di prodotti o servizi, rivolti ad un mercato globale.
Ciò li rende meno vulnerabili alle fluttuazioni del mercato.
Ma è proprio così? Se acquisto un paniere di titoli blue chips, ho stabilità, flussi di dividendi e il mio portafoglio sarà meno vulnerabile rispetto alle fluttuazioni del mercato?
Perché si parla di asimmetria per gli investimenti in borsa? L’analisi di Hendrik Bessembinder
Una ricerca del 2018 di Hendrik Bessembinder, professore dell’Arizona State University, ha esaminato i ritorni di ogni titolo azionario quotato sul mercato americano dal 1926 al 2016.
La cosa interessante di questo lavoro è stata la dimostrazione che i 35 trilioni di dollari di maggior guadagno che il mercato azionario ha creato rispetto al rendimento dei titoli di stato, potevano essere attribuiti a 1.092 società, cioè al 4,3% delle quasi 26.000 società che erano state negoziate sul mercato.
Da questa ricerca, emerge così l’importanza del concetto statistico di “asimmetria” per gli investimenti in borsa. In particolare, Bessembinder ha dimostrato che i rendimenti degli investimenti azionari a lungo termine sono positivamente distorti: il che significa che i rendimenti molto elevati di alcuni titoli aumentano la media, mentre la maggior parte dei titoli registra rendimenti modesti o negativi.
Tra i dati più significativi legati all’asimmetria degli investimenti a lungo termine, l’analisi evidenzia che il 58% delle azioni non è riuscito a superare i rendimenti dei buoni del Tesoro nel corso della loro vita, mentre il 38% delle azioni ha battuto i rendimenti dei buoni del Tesoro con importi soltanto moderati.
I RISCHI DELLE AZIONI A GRANDE CAPITALIZZAZIONE: la ricerca della DFA
Sempre a proposito dell’investimento in azioni large Cap, altrettanto interessante è la ricerca condotta dalla DFA, Dimensional Fund Advisors, che ha esaminato i titoli con le migliori performance dei mercati azionari globali per il periodo compreso tra il 1994 e il 2019.
Eliminando il 10% di titoli con i rendimenti più elevati, il rendimento cumulativo delle azioni globali risultano scese dal 640% al 208%.
La ricerca dimostra che man mano che le aziende crescono fino a diventare delle aziende ad alta capitalizzazione del mercato azionario statunitense, i rendimenti annuali in borsa potevano entrano nelle Top 10, in media queste azioni iniziavano a performare meno rispetto al mercato.
Come si può notare dal grafico, dal 1927 al 2019, il rendimento medio annualizzato per queste azioni nei tre anni, prima dell’entrata nella Top 10 era quasi 25% in più rispetto al mercato. Nei tre anni successivi, il limite è stato meno dell’1%. Addirittura cinque anni dopo, in media questi titoli sottoperformano il mercato, fino ad un divario ancor più ampio nei 10 anni successivi.
In questo modo, la ricerca ha evidenziato che solo alcune delle società ad alta capitalizzazione sopravvivono abbastanza a lungo da fornire un ritorno adeguato agli investitori. La maggior parte delle Large Cap, infatti, ha una durata di vita relativamente breve.
CONCLUSIONI: i consigli da seguire per chi è interessato alle large cap
In generale, tutti i tipi di investitori dovrebbero prendere in considerazione gli investimenti legati alle azioni ad alta capitalizzazione, in quanto costituiscono una garanzia contro l’instabilità economica e finanziaria che ciclicamente si presenta nella storia.
Gli obiettivi che possono essere raggiunti con questo tipo di investimenti sono vari. Tra questi, ci sono sicuramente gli investitori che prendono la decisione di ricorrere alle large cap, per motivi pensionistici, ovvero per affrontare meglio l’età della pensione diversificando il portafoglio e garantirsi una base solida.
Inoltre, spesso i risparmiatori tendono ad investire sulle società blue-chip per garantire la protezione della crescita dell’inflazione.
Conviene acquistare direttamente un certo numero di queste azioni?
Beh, a meno che tu non sia Warrent Buffet, l’investimento in titoli a larga capitalizzazione dovrebbe essere fatto utilizzando strumenti come gli Etf o con fondi a gestione attiva che performano almeno quanto il mercato di riferimento.
E in ogni caso, come oramai ripeto continuamente, ogni investimento, deve essere inserito all’interno di un corretto protocollo di investimento.
Alla prossima puntata!!!

