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FONDI ESG e SRI
QUANDO CONVIENE INVESTIRE? LE ATTESE PER IL 2023
Negli ultimi anni si sente sempre più spesso parlare dei vantaggi legati agli investimenti nei cosiddetti fondi ESG e SRI.
Ma come funzionano questi fondi?
E soprattutto, quando conviene investire su Fondi ESG e SRI?
Si tratta di fondi che sono in grado di offrire delle grandi opportunità di rendimento agli investitori, contraddistinti da alcuni fattori che influenzano la scelta delle imprese su cui investire.
Molti investitori sono alla ricerca di notizie e di informazioni chiare per comprendere cosa sono i fondi ESG e SRI, al fine di valutare quali sono gli eventuali rischi per chi decide di investire nei fondi ESG e SRI e quali sono i potenziali rischi per i propri investimenti.
Ecco, quindi, una breve guida dedicata ai fondi ESG e SRI. Nell’articolo, andremo ad analizzare la situazione attuale di questi fondi, in termini di costi e di rendimenti, per chiarire i dubbi legati a se conviene o meno investire in questa tipologia di fondi nel 2023.
COSA SONO I FONDI ESG?
L’acronimo ESG si riferisce ai termini di Environmental, Social, Governance.
Come suggerito dalla stessa parola, i fondi ESG, dunque, sono dei fondi di investimento che prendono in considerazione anche i seguenti fattori:
- Environmental: secondo questo criterio saranno privilegiate le imprese particolarmente attente all’impatto ambientale, sensibili al tema delle emissioni di CO2 e attive nella ricerca di soluzioni ecosostenibili.
- Social: attenzione verso le aziende che sono interessate alla salvaguardia del diritti sociali e umani, che operano rispettando degli standard di benessere e di welfare lavorativo.
- Governance: si fa riferimento alle imprese attente alla gestione, con politiche di remunerazione virtuose. Si tratta di aziende che sono attente al rispetto delle leggi e della deontologia professionale.
COSA SIGNIFICA ALLORA INVESTIRE SUI FONDI ESG?
Vuol dire che i fattori appena citati rappresentano dei veri e propri driver, in grado di orientare i gestori nella selezione delle imprese e aziende per la costruzione dei fondi di investimento.
In tal senso, l’analisi finanziaria tradizionale da cui prende avvio la costruzione dei fondi di investimento, viene integrata ad una valutazione relativa ad eventuali opportunità e rischi legati all’ambiente nonché agli aspetti sociali e di governance aziendale.
I fondi ESG, quindi, prediligono delle aziende e delle imprese che operano e gestiscono i loro business in maniera sostenibile, attraverso una buona gestione aziendale ed il rispetto dei diritti dei propri lavoratori.
È per questo motivo che di solito gli investitori maggiormente interessati a questa tipologia di fondi, sono spinti dal desiderio di accedere ad un rendimento finanziario a lungo termine, mediante degli investimenti etici e sostenibili.
LA DIFFERENZA TRA I FONDI ESG E SRI
Spesso si fa erroneamente confusione tra i fondi ESG e i fondi SRI. In realtà, seppur molto simili per alcuni aspetti, si tratta di due tipologie differenti di fondi di investimento.
Quando si sente parlare dei fondi SRI, si fa riferimento ai fondi Socially Responsible Investing. Come suggerito dalla sigla, in questo caso si tratta di fondi che prendono in considerazione le imprese, ponendo particolare accento ai criteri sociali ed etici, legati ad esempio alla sensibilità ambientale ma anche agli aspetti religiosi o all’orientamento politico.
Per questo motivo, si sceglie principalmente di investire su quelle imprese che rispettano specifici standard in termini di eticità e di diritti sociali.
Dunque, nella costruzione degli investimenti nei fondi SRI si includono esclusivamente quelle imprese che svolgono la loro attività attraverso un forte orientamento etico, rispettando quelle che sono le convinzioni del risparmiatore.
Ma qual è la differenza tra i fondi SRI e i fondi ESG? Nel caso dei fondi ESG si prende in considerazione, ai fini dell’analisi finanziaria, non soltanto il potenziale ma anche i rischi legati ai fattori sociali, ambientali e di governance. Mentre, per i fondi SRI, la scelta è basata sui driver etici su cui l’investitore si sente affine.
LA SITUAZIONE ATTUALE SUI FONDI ESG: Cosa succederà nel 2023?
Negli ultimi anni, sia i fondi ESG che i fondi SRI sono stati interessati da una crescita esponenziale: è questo il dato che emerge chiaramente dalle rilevazioni della società americana dei servizi finanziari, Morningstar.
Secondo quanto evidenziato dal Direct European ETF Asset Flows Update di Morningstar riferito al quadro trimestre 2022, gli ETF europei ESG hanno ottenuto ben 14,9 miliardi di euro nel quarto trimestre, raccogliendo così un totale annuale pari 51 miliardi di euro. Si tratta del 53% in più rispetto allo scorso anno, come si può notare all’interno della tabella riportata.
Sicuramente per l’anno 2023, la prospettiva legata ai fondi ESG e SRI è che la popolarità di questa tipologia di fondo continui a crescere, considerando anche l’incremento esponenziale dell’interesse dei risparmiatori verso investimenti sostenibili e socialmente responsabili.
Tuttavia, va detto che lo stesso Morningstar ha sottolineato l’esistenza di sei possibili minacce agli investimenti sostenibili nel 2023.
Tra queste, i movimenti anti-ESG portati avanti soprattuto negli Stati Uniti, ma anche il greenwashing, l’assenza di standard sulla sostenibilità e i passi indietro sul tema climatico emersi a seguito della conferenza COP27.
vale la pena investire sui fondi esg nel 2023?
Quale conclusione possiamo trarre da questo articolo?
Sicuramente, uno degli aspetti più importanti quando si ha intenzione di costruire un portafoglio riguarda il fatto che gli investimenti nei fondi ESG e SRI devono essere fatti senza lasciarsi influenzare dai trend e dalle mode del momento.
Se si ha intenzione di investire nei fondi ESG, bisogna analizzare i costi oltre che i rendimenti precedenti. L’obiettivo, prima di procedere con l’investimento, è quello di verificare che il fondo in questione abbia effettivamente delle caratteristiche ESG.

