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INVESTIRE IN STRUMENTI ALTERNATIVI

COSA SERVE E QUALI SONO I RISCHI

Capita spesso che quando le azioni, le obbligazioni e gli immobili non danno il rendimento sperato, ti sorge il dubbio, come investitore, di provare qualcosa di diverso.

Anche il tuo consulente finanziario potrebbe spingerti a prendere in considerazione delle soluzioni alternative di investimento. Ad esempio, materie prime, valute digitali, hedge fund, private debt and equity, immobili non negoziati, e tanto altro ancora.

Molte di queste attività vengono negoziate raramente o per niente. Ma una volta raggruppati in fondi comuni di investimento, fondi negoziati in borsa o altri panieri, diventano “alternative liquide” che fanno mercato.

Ecco, quindi, quali sono i principali strumenti alternativi e cosa sono i fondi di investimento alternativi.

FONDI DI INVESTIMENTO ALTERNATIVI: IL CONCETTO DI LIQUIDITà

Questo concetto di “liquidità”, tuttavia, è tutt’altro che perfetto.

Anche Warren Buffett nella sua ultima lettera annuale agli azionisti di Berkshire Hathaway ha evidenziato il fatto che  gli investitori dovrebbero: “evitare comportamenti che potrebbero comportare scomode esigenze di liquidità in momenti inopportuni, compresi i panici finanziari”.

Effettivamente, gli investimenti in strumenti alternativi spesso creano tali “scomodi bisogni di cassa” in momenti estremamente scomodi. 

Le valutazioni sono stabilite in alcune finestre temporali, per questo motivo, potresti non essere in grado di ottenere tutti i tuoi soldi quando ne hai bisogno, così come ha dimostrato il recente congelamento di alcuni prelievi presso Blackstone Real Estate Income Trust Inc.

COSA SERVE PER INVESTIRE SUGLI STRUMENTI ALTERNATIVI DI INVESTIMENTO?

Attraverso la pubblicazione di un recente saggio , “Alternative for the masses?”, il direttore della ricerca presso il CFA Institute Research Foundation,  Laurence Siegel, ha spiegato le cinque caratteristiche che un investitore dovrebbe possedere per poter investire senza paura nel mondo degli strumenti alternativi di investimento.

  • Competenza. Tu o i tuoi consulenti avete una lunga e profonda esperienza nell’analisi dei fondi alternativi, comprese le loro commissioni, i gestori e i metodi di valutazione dei beni privati?

     

  • Tempo. Puoi detenere attività non negoziabili per almeno un decennio?

     

  • Tolleranza al rischio. Riesci a sopportare perdite che ti farebbero scoraggiare dal possedere questi tipi di asset e ti farebbero venir voglia di liquidare tutto?

     

  • Nuovi soldi. Hai grandi fonti di reddito che possono rimpolpare il tuo portafoglio investito

     

  • Misura. Se hai un “patrimonio netto elevato”, cioè un patrimonio di almeno 1 milione di dollari, probabilmente stai prendendo in considerazione delle alternative ai classici investimenti.

Tuttavia, secondo Siegel, dovresti avere molti più soldi di così per poter procedere con investimenti in fondi alternativi:

“Le persone che pensano di essere ricche, ma non lo sono, stanno mettendo in pericolo la loro pensione, giocando d’azzardo nel mercato degli asset alternativi”.

Egli sottolinea che, poiché le valutazioni e la liquidità possono diminuire senza preavviso, non dovresti investire più di una piccolissima percentuale in strumenti alternativi, a meno che tu non abbia almeno $10 milioni di patrimonio netto.

Anche in quest’ultimo caso, gli investimenti in fondi alternativi non dovrebbero essere considerati come un effettivo sostituto agli investimenti obbligazionari.

Se da consulente, hai continue insistenze da parte dei tuoi clienti per investire in strumenti alternativi ma è veramente questo quello che succede? O è piuttosto il consulente a “vendere” l’investimento alternativo? – tu dovresti fare il più possibile per far sì che l’allocazione sia il più vicino possibile allo zero.

Nel caso in cui possiedi tutte e cinque queste caratteristiche, gli investimenti in alternativi potrebbero essere appropriati per te.

Meno di cinque? Dimenticalo!

Se pensi a grandi istituzioni per le quali gli investimenti in fondi alternativi hanno funzionato molto bene, come per esempio Yale e il suo patrimonio gestito da David Swensen, devi pensare che “Non sei David Swensen, e quasi nessuno è Yale” – come scrive Siegel.

CONCLUSIONI

Per concludere, è assolutamente necessario, quando si prendono in considerazione strumenti alternativi di investimento, fare attenzione ai costi!

Infatti delle tre dimensioni principali della gestione degli investimenti: rendimento, rischio e commissioni, per queste ultime, la presunzione di default dovrebbe essere che le commissioni basse siano migliori di quelle alte.

Come ha detto Jack Bogle: “Quando si tratta di rendimenti, il tempo è tuo amico. Ma per quanto riguarda i costi, il tempo è il tuo nemico”.

Sono a tua disposizione per verificare se il tuo portafoglio “gira” bene.

Posso aiutarti.