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Secondo recenti statistiche dell’Osservatorio AUB (Aidaf, Unicredit e Bocconi) solo 1 impresa su 3 riesce a passare di padre in figlio; inoltre l’87% delle aziende non riesce a durare dopo il passaggio generazionale.
Anche se la maggior parte delle aziende sono condotte da titolari over 70 che hanno a cuore di trasmettere ai figli la propria attività, la questione del passaggio generazionale è ancora considerata un fatto emergenziale e non un processo che va pianificato con cura e per tempo.
Nelle imprese il cui fatturato costituisce un patrimonio cospicuo, il passaggio generazionale è gestibile senza problemi solo mediante un’accurata pianificazione fatta per tempo.
L’azienda è infatti composta dal rapporto instaurato nel tempo con i dipendenti e i fornitori, con le banche e i finanziatori, con i clienti e in generale con tutti gli stakeholder. Ma un’impresa è fatta anche di know-how, di valori, di investimenti, di fiducia, di presenza nel territorio, di abilità e di governance.
Tutto questo non può essere vanificato e bisogna imparare a trasmetterlo alle generazioni successive per garantire la continuità aziendale.
Il passaggio generazionale diviene quindi un vero e proprio processo e come tale è da affrontare passo per passo, coinvolgendo temi legati alla proprietà, al governo e alla gestione dell’azienda: bisognerà analizzare aspetti di natura non solo organizzativa, ma anche gestionale, giuridica, fiscale, economia e finanziaria.

Come è possibile gestire questi patrimoni?
Soffermiamoci sugli alcuni degli strumenti da poter utilizzare.
Patto di famiglia
È un contratto con cui l’imprenditore trasferire subito ad uno o più discendenti la propria azienda o le proprie quota, così da tutelare la continuità della governance senza rischio di contenziosi perché viene garantita la tutale dei futuri legittimari.
Trust
L’imprenditore incarica un soggetto (trustee) di gestire il patrimonio aziendale nell’interesse dei beneficiari e di trasferirlo a questi al termine di un certo periodo di tempo e in base a determinati criteri.
Previsioni statutarie
La pianificazione successoria può avvenire anche attraverso apposite previsioni statutarie che consentono di soddisfare diverse esigenze dell’imprenditore.
Un processo che deve avvenire per gradi
È inoltre importante che il passaggio generazionale avvenga per gradi e ci sia un tempo opportuno in cui le diverse generazioni coesistano, lavorino insieme, in sinergia.
La fase “intergenerazionale” non è però facile da gestire, specie se le nuove generazioni hanno idee e convinzioni molto diverse rispetto a quelle precedenti.
In questa fase le aziende possono potenziare la disponibilità finanziaria, modificare l’organigramma aziendale, i ruoli e le responsabilità di ciascun membro; possono anche effettuare riassetti proprietari e interventi sulla governance.
È fondamentale definire un regolamento condiviso da tutti e formare il futuro imprenditore a gestire l’azienda.
Il passaggio generazionale non può essere lasciato al caso
Il passaggio generazionale è dunque una serie di passi fondamentali che costituiscono un vero e proprio processo. Perché avvenga senza problemi è importante non fare da soli, non lasciare nulla al caso e non aspettare l’emergenza.
La cosa migliore è affidarsi ad un consulente esperto in tale ambito che analizzi tutta la situazione in un’ottica a lungo termine, sia dal punto di vista giuridico che finanziario.
Contatta Gianluca Scarcella
CONTATTA Gianluca Scarcella, specializzato nel settore della protezione patrimoniale, nel tema dei TRUST e degli affidamenti fiduciari, e iscritto al Registro dei Professionisti Accreditati dell’associazione “Il Trust in Italia”.
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