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PRIVATE EQUITY

Perché gli sportivi investono in questi fondi

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un aumento sempre più crescente di investimenti nei fondi di private equity da parte di atleti e sportivi.

Verosimilmente attratti da elevate prospettive di rendimenti a lungo termine e dall’evolversi delle strategie e delle tecniche di gestione del rischio, sono infatti molti gli sportivi che decidono di investire in questa tipologia di fondi.

Ne parliamo in questo articolo.

Private equity e sport: una premessa

Prima di andare a spiegare quali potrebbero essere le principali motivazioni che spingerebbero gli sportivi ad effettuare degli investimenti in fondi di private equity, approfondiamo meglio le caratteristiche di questi fondi.

Quando parliamo di private equity ci riferiamo ad una forma di investimento dove i capitali vengono raccolti da investitori istituzionali oppure da privati qualificati. Questi decidono di acquistare delle azioni di aziende e società nella maggior parte dei casi non quotate in borsa.

Gli investimenti in private equity quindi consistono nell’acquisire partecipazioni nel capitale di società che vengono definite “società target”. 

È proprio la scelta delle società target su cui investire che richiede un processo complesso di valutazione e di analisi. L’obiettivo è quello di comprendere i rischi e le potenzialità di crescita di valore delle società stesse.

Dunque, il ruolo dei fondi di private equity è quello di generare valore nelle aziende su cui viene effettuato l’investimento, con l’obiettivo di migliorarle e successivamente rivenderle – ad un prezzo più elevato – così da ottenere un profitto.

In tal senso, i fondi di Private equity richiedono specifiche competenze e know-how nel settore di riferimento a cui si rivolge l’azienda o la società in cui si decide di investire.

È grazie a questo contributo e coinvolgimento attivo che si intende perseguire un processo di trasformazione dell’azienda partecipata. In questo modo, è possibile rafforzarne la posizione competitiva e il suo valore.

Quanto dura un investimento in fondi di private equity

Come abbiamo visto, l’approccio degli investimenti in fondi di private equity è focalizzato proprio sulla creazione di valore nel lungo termine, dunque, nel tempo necessario per attuare tutte quelle misure ed operazioni per generare valore.

Ecco perché, solitamente la durata complessiva di un fondo di private equity è di circa 10 anni. Nello specifico, il primo periodo di cinque anni viene definito come “Periodo di investimento”, e consiste proprio nell’acquisire le società target. Mentre, i cinque anni successivi rientrano nel cosiddetto Periodo di Disinvestimento.

Quest’ultimo ha quindi il ruolo di dismettere le società acquisite una volta che il potenziale di crescita è stato effettivamente raggiunto. 

Va sottolineato che i fondi di Private Equity durante il periodo di investimento, lavoreranno attivamente al fine di aumentare il valore dell’azienda. Così, è possibile poterla rendere il più attraente possibile per i potenziali acquirenti o anche per il mercato azionario.

Ibrahimovic e gli investimenti in fondi di private equity

Proprio per la capacità di ottenere dei buoni profitti nel lungo periodo, i fondi di private equity sono sempre più scelti anche dagli sportivi e da ex atleti.

Tra questi, c’è il calciatore svedese Zlatan Ibrahimovic. A dicembre 2023, infatti, il calciatore è stato ingaggiato dal Milan – per la terza volta – con lobiettivo di risollevare la squadra. In questo caso, Ibrahimovic supporterà la squadra non da giocatore, bensì da dirigente in qualità di “senior advisor” dell’azionista di maggioranza Gerry Cardinale.

L’annuncio dell’investimento nel fondo di private equity da parte di Ibrahimovic è arrivato da RedBird Capital. Si tratta del fondo di investimenti statunitense che lo scorso anno ha rilevato la squadra, dopo una trattativa durata sei mesi.

Ibrahimovic sarà così uno stretto collaboratore e consulente dell’area sportiva del fondo, rivestendo il ruolo di manager di private equity. Tra i compiti che spetteranno al calciatore svedese, quindi, lo sviluppo e la formazione dei giocatori. Rientrano tra i compiti anche la preparazione di progetti speciali, come ad esempio quelli legati allo stadio.

Gli sportivi che investono in fondi di private equity

Va detto che il calciatore svedese non è affatto l’ultimo sportivo che si lega – in particolare a seguito del proprio ritiro dal mondo dello sport in veste di giocatore – a fondi di private equity.

Tra gli sportivi che hanno deciso di investire in fondi di investimento, troviamo anche la tennista Serena Williams, che attualmente ricopre il ruolo di socio-amministratore del fondo di venture capital fondato da lei stessa nel 2017, Serena Ventures.

O ancora, il pilota inglese sette volte campione di F1, Sir Lewis Hamilton, il quale ha deciso di unirsi al gruppo di proprietà Walton-Penner che ha acquistato i Denver Broncos della NFL per 4,6 miliardi di dollari nel mese di giugno 2022.

Per non parlare del caso David Beckham, attuale co-proprietario dell’Inter Miami. Laccordo con la MLS risale al 2007 ai Los Angeles Galaxy, ottenendo una nuova franchigia a Miami a prezzo di saldo”: 25 milioni di dollari. 

E non è finita qui. Continuiamo con l’ex cestita statunitense Magic Johnson il quale fa parte del consorzio che nel 2023 ha acquistato i Washington Commanders, con un accordo da ben 6 miliardi di dollari. 

Su questo, ti consiglio anche la lettura dell’articolo “Investimenti finanziari: guardare avanti senza rimpianti”. Qui parliamo proprio di un’interessante intervista rilasciata dal campione in merito ad una delle scelte finanziare più difficili che ha dovuto affrontare durante la sua carriera.

Conclusioni

I fondi di private equity hanno dimostrato significativi margini di crescita e sono stati scelti come forme di investimento anche da famosi sportivi.

L’attrattività di tali investimenti non risiede soltanto nella loro capacità di generare dei ritorni finanziari. Ma anche in termini di immagine per coloro che optano per questo tipo di investimento.

Va detto, tuttavia, che la volatilità e l’incertezza legate ai risultati degli investimenti in questo tipo di fondi, richiedono un’attenta valutazione del rischio e la necessità di essere supportati da consulenti esperti.

Occorre quindi comprendere in modo chiaro ed approfondito il contesto in cui opera l’azienda. E al contempo, avere una buona strategia di gestione del rischio per poter raggiungere il successo negli investimenti in fondi di private equity.

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