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L’ANDAMENTO DEL MERCATO AZIONARIO E DELL’INDICE S&P 500 IN 150 ANNI
Oggi parliamo dell’andamento del mercato azionario e dell’indice S&P 500: cosa è successo negli ultimi 150 anni?
Tra crisi finanziarie e nuovi promettenti scenari, vediamo l’andamento degli ultimi 150 anni, prendendo in esame i dati pubblicati sul rendimento S&P 500 e sull’andamento del mercato azionario.
L’andamento del mercato azionario: una premessa
Questo grafico pubblicato da Morningstar mostra la cronologia del mercato azionario americano, evidenziando i crolli del mercato che si sono verificati dal 1870 al 2020.
Sicuramente uno dei dati più importanti che si evince guardando il grafico riguarda il rendimento. Un dollaro investito nell’anno 1870, nel 2023 aveva un valore superiore a 19.000 dollari
È evidente che l’andamento del mercato azionario non è stato assolutamente lineare e si sono susseguiti periodi di grande crisi finanziaria. Proprio come affermato da Paul D. Kaplan, direttore della ricerca per Morningstar in Canada:
I mercati si sono sempre ripresi e hanno toccato nuovi massimi. Ma era difficile crederlo durante i lunghi periodi di ribassi.
I momenti peggiori: l’andamento del mercato americano
Analizziamo ora gli anni peggiori dal punto di vista dell’andamento storico del mercato azionario.
Primo tra tutto il 1929. Quell’anno, infatti, Wall Street perse il 79% del suo valore.
Durante il periodo compreso tra l’agosto 2000 e febbraio 2009, il ribasso del mercato è stato del 54%, tanto da far parlare di “decennio perduto”.
Si tratta, infatti, del secondo peggior periodo per la Borsa americana, cominciato con lo scoppio della bolla di Internet.
Il mercato riuscì lentamente a recuperare. Considerando la grande crisi finanziaria legata ai mutui subprime (di bassa qualità), il mercato americano registrò i livelli iniziali, ovvero quelli prima della crisi finanziaria del 2008, soltanto nel mese di marzo 2013.
Tra i periodi peggiori dal 1874 al 2023 c’è sicuramente quello compreso tra giugno 1911 e dicembre 1920. In quel caso, la perdita per Wall Street fu del 51%.
Quel momento può essere facilmente paragonabile a quello vissuto durante la pandemia del Coronavirus che ha colpito tutto il mondo pochi anni fa. Tra il 1918 e il 1920 si assistette a decine di milioni di vittime di tutto il mondo a causa dell’influenza spagnola.
L’andamento del mercato azionario: un focus sui rendimenti S&P 500
Ora che abbiamo visto l’andamento del mercato azionario e di Wall Street, diamo uno sguardo più approfondito a cosa è successo ai rendimenti S&P 500, il più importante indice azionario del Nord America.
Secondo le previsioni delle maggiori case di investimento l’anno 2023 doveva essere un anno piuttosto difficile per quanto riguarda le azioni e i rendimenti S&P 500.
Invece, i consumatori hanno potuto beneficiare di una aspettativa di riduzione dei tassi di interesse e gli investitori hanno riscontrato un notevole clima di ottimismo dovuto all’attenzione verso il mondo dell’Intelligenza Artificiale.
Sul tema, ti consiglio la lettura di questo articolo: Gli investimenti sull’intelligenza artificiale: un trend sempre più attuale.
Rendimenti S&P 500: l’avvento dei Magnifici Sette
Quando parliamo dell’andamento storico dei rendimenti S&P 500 non si possono non citare i cosiddetti “Magnifici Sette”.
In sintesi, si tratta del gruppo dei principali leader del rally di mercato del 2023 e che molto probabilmente continueranno a detenere un ampio valore di mercato anche nel 2024, con un esponenziale aumento dell’indice S&P 500.
Stiamo parlano di colossi quali Apple, Alphabet, Amazon ma anche Meta, Tesla, Microsoft e Nvidia.
Basti pensare che le azioni dei Magnifici Sette del mercato nel 2023 sono salite individualmente nelle percentuali comprese tra il 50% ed il 240%..
Nel 2023 l’indice S&P 500 valeva 40.000 miliardi di dollari, i Magnifici Sette hanno totalizzato circa 11.700 miliardi di dollari.
Ne abbiamo parlato in maniera approfondita in questo articolo: I magnifici Sette del mercato: i titoli statunitensi che detengono il mercato nel 2024.
L’andamento storico dei rendimenti S&P 500 dal 1874 al 2023
Andando ad analizzare l’andamento storico dei rendimenti S&P 500, possiamo affermare che tra gli anni migliori dal punto di vista dei rendimenti vi è certamente quello del 1933.
Si tratta del momento in cui, durante la Grande Depressione, il mercato americano salì con una percentuale di quasi 54%.
Infatti, dopo che oltre 1.000 banche erano fallite, il governo americano prese la decisione di istituire una polizza assicurativa temporanea. Quella che ben presto diventò la Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC).
Fu proprio quella decisione a ripristinare la fiducia degli investitori americani, riportando così denaro nelle banche e negli istituti bancari.
Questo determinò al contempo un aumento dell’offerta di denaro e sostenne una maggiore produzione e spesa da parte dei consumatori.
L’indice S&P 500 si è ritrovato ad affrontare il suo anno peggiore solo due anni prima, precipitando del 47% a causa del crollo del sistema bancario statunitense. L’ultima volta che le azioni sono crollate quasi così lontano è stato nel 2008, con un crollo del 38% circa.
Riporto qui una tabella esemplificativa degli anni peggiori per l’indice S&P 500, ripresa da un mio articolo su: Gli anni peggiori per l’economica.
Conclusioni
Dunque, ripercorrendo i periodi peggiori dei rendimenti S&P 500 e del mercato azionario, possiamo concludere affermando che non esiste mercato senza crisi finanziarie.
Oggi è necessario assumere la consapevolezza che gli investimenti azionari portano con sé dei rischi e che le crisi finanziarie potrebbero interessare – con una certa frequenza – il mercato, proprio come accaduto durante la crisi del 1929, la Grande Depressione oppure la crisi della bolla tecnologica.
Se consideriamo questi shock finanziari nel breve periodo, questi possono essere davvero pericolosi. Ma, se assumiamo un punto di vista più esteso, proprio come ripercorso durante l’articolo, la storia dei 150 anni di Wall Street e dei rendimenti S&P 500 ci insegna che il mercato azionario si è sempre ripreso.
Cosa fare quindi? Pianificare e, se possibile, estendere l’orizzonte temporale dei propri investimenti.

