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#3. Big Data e AI
BIG DATA, intelligenza artificiale, nuove tecnologie. Spesso ci dimentichiamo che al centro delle innovazioni tecnologiche ci sono le persone.
Per avere una visione virtuosa dei processi occorrerebbe invece ripartire dall’uomo, ripartire dalle nostre esigenze. A ricordarcelo tre esperti e imprenditori del settore: per loro digitale e sostenibile sono un binomio indissolubile, per crescere, per essere al fianco delle persone.
I protagonisti
Cristiano Boscato
Vicepresidente Injenia
Vicepresidente Injenia, azienda del Gruppo Maggioli che propone soluzioni informatiche innovative per la trasformazione digitale del business.
“È un mondo che cambia e cambia soprattutto per la tecnologia, però il punto di partenza è questo: la tecnologia dev’essere utile all’uomo per progredire, per star meglio, per vivere in maniera migliore.
Spesso ci dimentichiamo questo e facciamo il contrario: mettiamo la tecnologia davanti e ci facciamo dominare dalla stessa. Il messaggio che voglio dare è quindi come si può cambiare, come si migliorare ripartendo dall’uomo, ripartendo dalle nostre esigenze, dai nostri bisogni e mettendo le cose in fila.
Dopo tanti anni di tecnologia mi sono reso conto che proprio mancava un pezzo che era questo questo: l’unione tra la tecnologia e l’uomo, lavoratori e esseri umani. E quindi mi son detto: proviamo a dare un senso al tutto, una visione olistica che parta dalla tecnologia ma racchiuda anche la cultura, le persone e i valori di un’azienda. Solo così avremo un’azienda sostenibile da tutti i punti di vista.”
Alberto Maestri
Equity Partner GreatPixel
Equity Partner della GreatPixel, l’agenzia di Marketing, Content, Design e Tech Consultancy che ha sposato la filosofia di unire l’approccio Data Driven e quello Human Driven. Solo così si progettano grandi esperienze digitali.
“Dove ci porterà la tecnologia è la grande domanda che tutti e tutte ci facciamo. Ovviamente ci sono delle ripercussioni molto concrete; per esempio, si parla da anni di smart City. Dobbiamo riuscire come persone, come professionisti, ad avere prima di tutto una nostra visione del mondo, una visione del mondo che sia il più possibile virtuosa. Questo a cascata si ripercuoterà in una serie di sistemi digitali, sempre più connessi, evidentemente sempre più complessi, ma utili per le persone.
La tecnologia digitale, di base, è molto umana. Se noi non capiamo il digitale, se noi non riusciamo ad utilizzarlo sicuramente non riusciremo a vivere bene in questo mondo. La trasformazione digitale non è un voglio viverla o non voglio viverla, la trasformazione digitale è in atto: sta semplicemente a noi capire come vogliamo utilizzarla.”
Massimiliano Cipolletta
CEO di SCAI
CEO di SCAI, un gruppo che oggi è presente su tutto il territorio nazionale, con sedi nelle principali città e progetti di respiro internazionale. Con più di 1400 persone e un fatturato di oltre 100 milioni di euro, Gruppo SCAI si attesta tra i principali player italiani del mercato ICT.
“La digitalizzazione delle città, degli ambienti urbani, i concetti di well living a cui tendiamo per arrivare a definire poi un perimetro più ampio di smart City: sono la sfida del domani, ma la stiamo scrivendo oggi. Una città a misura d’uomo, una smart City, è anche ecosostenibile: c’è meno emissioni di CO2, le persone si spostano meno, si spostano in maniera più precisa e necessaria. Il digitale e la sostenibilità sono un binomio indissolubile.
Quando parliamo di digitalizzazione, non è soltanto una questione di qualche elemento di innovazione frivolo; legate alla digitazione ci sono ormai parti importanti della nostra vita sociale, di oggi, del futuro che vanno affrontate. È oggi che dobbiamo anche concentrarci sul valore dell’essere umano che va posto al centro di questi sistemi di intelligenza artificiali. È la tecnologia che deve prendere connotazioni umane, nel senso buono; quindi, non si deve sostituire all’essere umano e non deve essere l’uomo che si adegua alle regole della tecnologia. “
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