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Una storia vera
L’affidamento fiduciario
Giulia è una bellissima 50enne che soffre di una malattia degenerativa fin dall’adolescenza.
Nonostante ciò ha una forza e una grinta che le hanno permesso di raggiungere traguardi importanti nella sua vita.
Si è laureata.
Si è sposata.
È diventata mamma.
Ma la sua vita non è stata semplice.
Le operazioni che ha dovuto subire.
Purtroppo anche lutti familiari.
E tutto ciò l’ha costretta a ripartite ogni volta e rimettersi in gioco.
Da un paio di anni si è resa conto però di non riuscire più a gestire la sua vita, e quella della sua famiglia nel modo che lei vorrebbe. La malattia ha cominciato a galoppare in modo veloce, e quello che riusciva a fare prima, anche con fatica, oggi è diventato impossibile.
La mamma, che le è sempre rimasta vicina in tutti questi anni, comincia a sentire anche lei il peso degli anni.
Il marito di Giulia è un marito e un papà affettuosissimo. Ma ha sempre detto che a causa della complessità dei mercati finanziari e della paura di commettere errori che avrebbero potuto pregiudicare il futuro della sua famiglia, non avrebbe voluto occuparsi della gestione finanziaria dei beni familiari. Preferiva occuparsi della sfera degli affetti.
La preoccupazione per il futuro, suo, ma soprattutto dei suoi figli è sempre stata il faro che ha spinto Giulia a farsi consigliare nella gestione del suo cospicuo patrimonio familiare ereditato dal papà.
Ma di fronte alle domande che continuava a farmi su quello che sarebbe potuto succedere nel momento in cui non fosse più stata in grado di gestire “sufficientemente” le sue risorse, o perfino di quando non ci sarebbe più stata, abbiamo cominciato ad affrontare le tematiche del “Dopo di Noi”.
LA LEGGE DEL DOPO DI NOI
Nel percorso che abbiamo fatto nella ricerca di quello che sarebbe potuto essere lo strumento migliore per la gestione del suo futuro, abbiamo avuto la fortuna di incontrare due professionisti (un avvocato-donna- e un notaio) che si sono messi subito dalla parte di Giulia e con loro abbiamo creato una squadra affiatata.
Lo strumento che si è pensato essere il migliore per Giulia è il Contratto di Affidamento Fiduciario.
Già la Legge del Dopo di Noi, legge n.112/2016, entrata in vigore il 25 giugno 2016, lo prevede tra gli strumenti da poter utilizzare.
Il contratto di affidamento fiduciario è quel contratto con il quale un soggetto, l’affidante fiduciario – in questo caso Giulia -, concorda con un altro soggetto, l’affidatario fiduciario (abbiamo optato per un Trustee professionale), di destinare i “beni affidati” a vantaggio di uno o più soggetti, detti Beneficiari (Giulia, suo marito e i suoi figli), in forza di un programma, la cui attuazione è assegnata all’affidatario fiduciario che ne assume l’impegno.
Nel contratto, il Trustee professionale, riceve, relativamente ai beni oggetto del programma, una proprietà temporanea e nell’interesse altrui, proprietà che non corrisponde in alcun modo ad un suo arricchimento, essendo preordinato ad una diversa destinazione.
Tali beni risultano segregati rispetto al suo patrimonio personale e quindi eventuali creditori non potranno mai rivalersi sui beni oggetto del contratto.
FAI LA SCELTA GIUSTA
Prima della stesura del contratto, il Notaio ha chiesto a Giulia di scrivere una lettera dove riassumere tutto quello che erano stati i desideri che Giulia aveva espresso negli incontri che abbiamo avuto. È stata una sorta di diario, con riflessioni sulla sua vita: un documento toccante e pieno di emozioni dove Giulia ha scritto anche il suo futuro e quello che vorrebbe per i suoi figli.
Questo percorso con Giulia è stato lungo, complicato e caratterizzato da stati d’animo che mi ha fatto sentire triste, felice, preoccupato.
Ecco, quando si scrive di pianificazione con il cliente, io penso a questo!
La Legge del Dopo di Noi
Il “dopo di noi” è stata una grande conquista di civiltà per il nostro Paese, una legge pensata per le persone con disabilità e le loro famiglie.
Destinatari del provvedimento le persone con disabilità grave, così come definita dalla Legge 104/1992, non determinata dal naturale processo di invecchiamento e dalle patologie ad esso collegate. Persone che perdono qualsiasi sostegno familiare alla morte dei genitori e che non sono in grado di badare al loro sostentamento autonomamente.
Se pensi che sia giunto il momento di affrontare l’argomento puoi contattarmi per parlarne.

