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Michael Jordan: il Re Mida dello sport
Ci sono uomini che attraversano il tempo come meteore, lasciando una scia di polvere d’oro. Poi c’è Michael Jordan, che il tempo lo piega a suo piacimento, trasformando ogni momento in un colpo da tre decisivo. Non è solo una leggenda del parquet, ma un imprenditore che ha portato l’arte del fadeaway nel mondo degli affari, fino a salire sul gradino più alto del podio finanziario: 3 miliardi di dollari di patrimonio netto.
Sì, avete capito bene: tre miliardi. Cifre che non si vedono nemmeno nei salary cap più folli di NBA2K.
Charlotte Hornets: dal legno lucido del parquet all’oro dell’M&A
La mossa che lo ha incoronato Re Mida?
La vendita della quota di maggioranza dei suoi Charlotte Hornets nel 2023, valutata circa 3 miliardi. E attenzione: MJ ha ancora una quota minoritaria.
Come dire: vendo casa, ma mi tengo il salotto buono.
E chi può biasimarlo? Gabe Plotkin e Rick Schnall, i nuovi padroni di casa, sanno bene che con MJ nel mix, il valore dell’immobile sale automaticamente.
Michael Jordan, Il primo sportivo nella Forbes 400
Jordan non è solo il primo sportivo miliardario, ma il pioniere di una generazione. Prima di lui, il vuoto. Dopo di lui, stelle come LeBron James e Tiger Woods.
Ma il bello è che lui è l’unico ad aver raggiunto l’Olimpo finanziario dopo aver appeso le scarpe al chiodo, dimostrando che nella vita il clutch time non finisce mai.
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Air Jordan: più di una scarpa, una religione
E poi c’è il capolavoro, la Gioconda del marketing sportivo: Air Jordan. Quel logo, The Jumpman, è più riconoscibile della Statua della Libertà.
Oggi porta nelle casse di Nike qualcosa come 5,1 miliardi di dollari all’anno, di cui un “modesto” 5% finisce nelle tasche di Michael Jordan. Iniziato tutto nel lontano 1984, con un contratto da 500.000 dollari che oggi sembra quasi offensivo.
Eppure, quella firma ha cambiato per sempre il business delle sneaker.
DraftKings, NASCAR e tequila: il portafoglio di MICHAEL JORDAN
Ma Michael Jordan non si è fermato alle scarpe. Ha diversificato. Ha investito in DraftKings, il gigante delle scommesse sportive, e in Sportradar.
Ha fondato un team NASCAR, il 23XI Racing, che già vale 150 milioni di dollari.
E, perché no, ha anche creato un marchio di tequila, Cincoro, che si è guadagnato 23 premi.
Michael Jordan è una lezione vivente di come il successo non sia mai un punto d’arrivo, ma una strada da percorrere. Dal parquet di Chicago alle boardroom di Wall Street, His Airness non smette di alzarsi in volo.

