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PERCHÉ UTILIZZARE IL TRUST PER LA SUCCESSIONE E LA GESTIONE DELLA TUA SOCIETÀ
LA TESTIMONIANZA DI GIORGIO TABELLINI
“Senza ombra di dubbio, dal punto di vista psicologico, lo spossessamento dell’azienda che hai creato è la parte più difficile di questo percorso. Sapere che non si avrà più il controllo della società che si è creata e coltivata per tutta la vita, rappresenta la resistenza maggiore per l’imprenditore disponente. Tuttavia, si trattava di una condizione necessaria, ma anche positiva per me.
La dichiarazione è del fondatore della Pei, Giorgio Tabellini, in occasione di un’intervista per la rivista Trusts (Paola Manes, Intervista al disponente di trust imprenditoriale, in Trusts, 2023, 394), evidenzia perché spesso si utilizza il trust per la successione e la gestione della società.
Dalle sue parole viene messo in luce l’aspetto psicologico complesso che gli imprenditori devono affrontare quando devono separarsi dall’azienda che hanno costruito.
È comprensibile che il perdere il controllo dell’azienda possa essere una sfida emotiva significativa, dato che l’azienda rappresenta spesso una parte importante della loro identità e impegno di vita.
Ecco perché utilizzare il trust per la successione e la gestione della società.
Tuttavia, è interessante notare come il fondatore abbia riconosciuto che tale spossessamento fosse una condizione necessaria e anche positiva per lui.
Questa prospettiva suggerisce che, nonostante le difficoltà emotive associate, ha potuto trovare dei vantaggi o delle opportunità nel passaggio di proprietà.
Questa riflessione mostra la capacità dell’imprenditore di adattarsi e trovare un senso di accettazione nella situazione, anche se può essere stata una decisione difficile da prendere.
La volontà di abbracciare il cambiamento e trovare degli aspetti positivi può aiutare gli imprenditori a superare l’emozionale distacco dall’azienda che hanno creato e ad affrontare la prossima fase della loro vita imprenditoriale o personale.
Giorgio Tabellini decise di creare il suo trust nel 2017, identificando come beneficiaria sua figlia.
La scelta del trustee per il trust da parte dell’imprenditore
“Anche la scelta del trustee porta con sé diversi interrogativi – continua Tabellini – deve essere una scelta consapevole e ben ponderata, contando che si tratta di un soggetto che, mi era ben chiaro, agisce sempre in modo indipendente e può, se del caso, ricevere direttive solo da un giudice.”
La dichiarazione mette in luce l’importanza di fare una scelta oculata e ben ponderata nella selezione del trustee. L’imprenditore riconosce che il trustee deve agire in modo indipendente e che le direttive possono essere ricevute solo da un giudice, confermando così la necessità di affidarsi a un soggetto di fiducia che sia in grado di agire nell’interesse del trust e dei suoi beneficiari.
Sulla base di questo, infatti, la decisione dell’imprenditore Tabellini, è caduta su Alessandro Bonfiglioli, nominato quindi trustee del suo fondo, scartando dunque l’ipotesi di optare per delle società specializzate.
Questa scelta derivava dalla conoscenza personale e dalla fiducia reciproca sviluppata nel corso degli anni. Tuttavia, è importante notare che la decisione di optare per un individuo piuttosto che per una società specializzata comporta un livello di rischio diverso.
Le società specializzate potrebbero offrire una maggiore esperienza e competenza nella gestione fiduciaria, mentre il singolo potrebbe offrire un approccio personalizzato e una maggiore comprensione delle esigenze specifiche dell’imprenditore.
In ogni caso, la scelta del trustee è un aspetto cruciale nella creazione di un trust per la successione e richiede un’attenta valutazione delle competenze, dell’integrità e della capacità del soggetto di agire nell’interesse del trust.
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Il rapporto tra trustee e guardiano
Giorgio Pei ci aiuta anche a cogliere come dev’essere regolato il rapporto tra trustee e guardiano.
“Per esempio, vi è una clausola che prevede che il trustee possa acquistare autonomamente degli immobili, senza dover coinvolgere il guardiano. Nella realtà, però, il trustee ha fatto partecipare anche il guardiano a questa operazione.”
La dichiarazione del Presidente Tabellini rivela l’esistenza di una regolamentazione specifica nel suo trust per gestire il rapporto tra il trustee e il guardiano. È interessante notare che, nonostante la clausola che consenta al trustee di agire autonomamente nell’acquisto di immobili, il trustee ha scelto comunque di coinvolgere il guardiano in quell’operazione specifica.
Questo suggerisce una volontà di collaborazione e coinvolgimento del guardiano nelle decisioni operative, anche quando non è strettamente richiesto dalla clausola.
Inoltre, il fatto che il guardiano debba essere consultato obbligatoriamente su tutte le operazioni straordinarie, ad eccezione della gestione patrimoniale, evidenzia un approccio di controllo e supervisione nel processo decisionale del trust.
Questa pratica può garantire una maggiore trasparenza e una valutazione più ampia delle decisioni che potrebbero avere un impatto significativo sul trust stesso.
La scelta di includere il guardiano nel processo decisionale potrebbe essere motivata dalla volontà di sfruttare le competenze e le conoscenze specifiche del guardiano, o potrebbe essere una decisione basata sulla fiducia e sulla volontà di coinvolgere tutte le parti interessate per raggiungere gli obiettivi del trust.
Questo esempio dimostra come il rapporto tra il trustee e il guardiano all’interno di un trust possa essere regolato in modo specifico e personalizzato, tenendo conto delle esigenze e delle dinamiche specifiche dell’imprenditore e del trust stesso.
La chiarezza nella definizione dei ruoli e delle responsabilità di ogni parte coinvolta può favorire una gestione più efficace e un’adeguata tutela degli interessi del trust e dei suoi beneficiari.
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Trust per imprenditori: pianificazione successoria e tutela aziendale
In conclusione, la costituzione di un trust sta diventando sempre più popolare tra gli imprenditori, come dimostrato dai casi di Giorgio Tabellini, Presidente della Pei, e Piero Ferrari, vice presidente esecutivo della Ferrari, che hanno optato per questa soluzione per garantire la successione e il futuro delle loro aziende.
Il trust si conferma quindi come uno strumento giuridico di grande rilevanza per gli imprenditori, soprattutto per coloro che gestiscono patrimoni di elevato valore e sono impegnati in attività ad alto rischio. Offre loro una solida pianificazione successoria e una protezione per la società stessa.
La creazione di un trust per la successione consente agli imprenditori di separare i loro beni personali dall’azienda, proteggendoli da eventuali rischi aziendali e garantendo una gestione efficace del patrimonio aziendale anche in caso di imprevisti o di successione generazionale.
In questo contesto, il trust per la successione si rivela uno strumento ottimale per l’imprenditore che desidera pianificare in modo strategico il futuro della sua società, assicurando una transizione senza intoppi e preservando il valore dell’azienda nel lungo termine.
La crescente adozione del trust da parte degli imprenditori dimostra la consapevolezza dell’importanza di una pianificazione successoria oculata e della necessità di garantire la continuità dell’attività imprenditoriale, proteggendo i beni aziendali e assicurando la tutela degli interessi dei beneficiari.
In definitiva, il trust rappresenta uno strumento di grande valore per gli imprenditori che desiderano pianificare la successione e proteggere il futuro delle loro società, offrendo una soluzione flessibile e personalizzata alle esigenze specifiche di ciascun imprenditore.

