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TFM – Il Trattamento di Fine Mandato
Negli ultimi mesi il TFM, Trattamento di Fine Mandato è stato oggetto di interessanti pronunce da parte della Corte di Cassazione e delle Commissioni Tributarie che hanno contribuito a meglio definirlo.
Che cos’è il TFM?
Alcuni lo chiamano il TFR degli amministratori.
Anche se non segue le norme previste dal trattamento di fine rapporto, la logica del TFM è abbastanza simile: ogni anno una parte dello stipendio dell’amministratore viene accantonato con lo scopo di costituire un gruzzoletto che possa essere liquidato quando in rapporto di collaborazione cesserà.
Caratteristiche del TFM
Non è obbligatorio ma è frutto di un libero accordo tra società e amministratori.
E per fare ciò bisogna che:
- il TFM risulti dallo statuto o da una delibera assembleare con data certa.
- l’atto da cui scaturisce il diritto al TFM sia precedente all’instaurazione del rapporto di collaborazione.
L’azienda quanto può accantonare per il TFM?
Tema questo lungamente dibattuto: di solito si prevede una percentuale del compenso annuale dell’amministratore che non deve superare il 30%.
In più bisogna tenere conto del fatturato dell’azienda, della sua capacità reddituale e anche del contributo che l’amministratore (beneficiario del TFM) apporta all’azienda.
Ha vantaggi fiscali?
Sì, è un importo interamente deducibile.
Ma la deducibilità viaggia su due binari a seconda che l’atto che dà diritto al TFM abbia data certa o meno.
- Nel primo caso, l’azienda può dedurlo ogni anno (principio di competenza).
- Nel secondo, l’azienda può dedurlo solamente quando verrà effettivamente pagato all’amministratore (principio di cassa).
TFM e tassazione
Il TFM ricevuto dall’amministratore è soggetto a tassazione che può essere:
- separata se il TFM risulta da atto con data certa precedente alla nascita del rapporto di lavoro. In questo caso la società opererà una ritenuta d’acconto del 20%.
- ordinaria se il diritto al TFM non risulti da atto con data certa.
Se sono l’amministratore, posso rinunciare al TFM?
Sì, però il trattamento fiscale varia a seconda che l’amministratore sia o meno socio della società.
- SOCIO: in questo caso la rinuncia fa sì che l’importo è tassato sull’amministratore come reddito da lavoro dipendente e di conseguenza la società non dovrà fare nulla.
- NON SOCIO: in questa circostanza l’amministratore non dovrà fare nulla, mentre la società registrerà la sopravvenienza attiva nel limite degli importi che ha dedotto.
Se sono l’amministratore posso chiedere degli anticipi del TFM?
Se l’assemblea dei soci è d’accordo, posso avere degli anticipi, sia per i casi per i quali posso chiedere l’anticipo del TFR, ma anche per altri motivi visto che non c’è una specifica normativa al riguardo (mi metto d’accordo con l’assemblea dei soci).
Vediamo adesso gli interventi della Corte di Cassazione e delle Commissioni Tributarie.
CTR Lombardia sentenza n. 3232/2020
Ha previsto che la società erogante il TFM debba seguire, per la deducibilità, il principio di competenza a condizione che il diritto a percepire l’indennità derivi da atto con data certa anteriore all’inizio del rapporto.
In più, non c’è nessuna norma che prevede un parametro per il calcolo del TFM (l’Ufficio delle Entrate, in appello, aveva sostenuto che gli ammortamenti del TFM dovevano essere equiparati agli accantonamenti previsti per il TFR dei lavoratori dipendenti con l’impossibilità di dedurre il compenso annualmente stabilito diviso per 13,5): i giudici del CTR hanno indicato che le uniche norme che dispongono circa i compensi degli amministratori (estendibili anche al TFM) sono quelle che prevedono che il compenso spettante agli amministratori viene fissato dall’assemblea dei soci se non è stato stabilito nell’atto di nomina o nello statuto della società.
Cassazione ordinanza n. 17367/2020
Secondo l’ordinanza della Cassazione, la deducibilità del TFM è strettamente connessa all’esistenza di un documento con data certa anteriore all’inizio dell’incarico che ne definisca l’ammontare.
Se esiste questo documento le quote accantonate per il TFM possono essere dedotte secondo il principio di competenza; se non ci sono questi presupposti, si applica il principio di cassa che stabilisce la deducibilità dei compensi spettanti agli amministratori delle società nell’esercizio nel quale sono corrisposti.
I giudici hanno inoltre stabilito che ai fini IRPEF l’indennità corrisposta è soggetta al regime di tassazione separata laddove l’indennità risulti da un atto scritto avente data certa anteriore all’avvio del rapporto. Se manca l’atto scritto, le indennità saranno soggette al regime di tassazione ordinaria.
Se la tassazione ordinaria è più favorevole al contribuente, la si può applicare anche con la presenza dell’atto scritto.
Cassazione ordinanza 24848/2020
L’ordinanza sottolinea che gli unici limiti alla deducibilità per competenza degli accantonamenti al TFM si sostanziano nell’obbligo di un atto scritto avente data certa, anteriore all’inizio del rapporto che ne specifichi l’importo.
CTR Piemonte 618/2020
Non ha fondamento giuridico equiparare il TFM al TFR in modo da giustificare l’indeducibilità del TFM per la parte eccedente quella calcolata secondo i criteri del TFR dei lavoratori dipendenti.
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