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AZIONI AL RIBASSO: COME COMPORTARSI PER NON SBAGLIARE

Il momento in cui le azioni sono al ribasso, coincide con il momento migliore per acquistarle… se fosse tutto così lineare, però, non ci sarebbe bisogno degli economisti.

E così, quando ci troviamo di fronte a un mercato azionario in discesa, la sensazione è simile a scorrere la sezione delle offerte di Amazon e non riuscire più a distinguere quali siano gli acquisti che effettivamente convengono, e quali sarebbero dettati esclusivamente dall’impulsività.

Impulsività che, è vero, può essere una risorsa. Ma per poter fruttare come dovrebbe e potrebbe, necessita di una strategia che la supporti: ecco quindi una strategia efficace per gli investimenti finanziari per non perdere il focus quando devi comprare azioni al ribasso.

azioni al ribasso: tra passato e presente per comprendere il futuro

Anzitutto, è doverosa una premessa: è un meccanismo umanamente primitivo replicare gli schemi che già si conoscono (ovvero, il passato) per affrontare situazioni future.

Fino a qualche mese fa, il mercato azionario sembrava una fornace perennemente in funzione, che continuava a crescere senza sosta, producendo rendimenti stellari dal periodo post-crisi del 2008. 

Da marzo 2009 a gennaio 2022, le azioni statunitensi hanno reso più dell’800%. Ottocento percento.

Neppure la pandemia da Covid-19 ha scalfito questa incessante espansione: il timore degli investitori finanziari e la loro reticenza sono durati poco più di un mese. 

È quindi presumibile – e, aggiungerei, auspicabile da tutti – che il calo del circa 20% causato dalle vicende sociali, economiche e politiche durante la prima metà di quest’anno, sia solamente una scivolata, un incidente di percorso. 

Ma se, riesaminando a ritroso il corso della storia, cercassimo delle situazioni analoghe a questa, potremmo facilmente intuire che i prossimi anni saranno probabilmente più simili agli anni Sessanta e Settanta, o agli anni Trenta: lunghissimi periodi in cui le azioni scendevano e salivano, tornando sempre al punto di partenza. 

le armi per combattere le azioni al ribasso: il value averaging

Se è vero che si prospettano anni di “montagne russe” azionarie, dobbiamo necessariamente allenare la nostra determinazione a reggere lo stress e la preoccupazione derivanti dall’instabilità dei valori, ovvero, da una volatilità spaventosa. 

Una delle strategie che possono venire in nostro soccorso si chiama value averaging

Consiste nel comprare più azioni quando i prezzi scendono, ma con dei contributi regolari. In pratica, il value averaging combina due idee di base: il dollar-cost averaging (mettere automaticamente del denaro a lavorare ogni mese o trimestre) e il ribilanciamento (vendere una parte dei titoli “vincenti” e acquistare una parte di quelli “perdenti”.

Nel value averaging viene stabilito un obiettivo di crescita del portfolio per ogni periodo. Per esempio, supponiamo che tu voglia chiudere ogni mese con 1000 euro in più rispetto all’inizio dello stesso mese. 

Nei periodi in cui le azioni sono al ribasso, dovrai aggiungere abbastanza denaro alle tue partecipazioni per raggiungere questo obiettivo.

Se il portafoglio scende di 250 euro, dovrai acquistare 1250 euro in azioni per chiudere il mese con 1000 euro in più.

Se il portafoglio scende di 500 euro, dovrai acquistare 1500 euro in azioni, e così via.

Quando il mercato azionario è al rialzo, comprerai azioni per meno di 1000 euro, e potresti addirittura doverne vendere alcune – se questi prezzi aumentano esponenzialmente.

PERCHÉ USARE IL VALUE AVERAGING QUANDO LE AZIONI SONO AL RIBASSO

Questa strategia è nata da Edleson, ex capo economista della borsa valori del Nasdaq ed ex responsabile del rischio per il fondo dell’Università di Chicago.

E si basa su una constatazione lapalissiana: la maggior parte degli investitori dice di essere in grado di comprare e mantenere, ma in realtà finisce per acquistare quando le azioni salgono e venderle quando scendono. Per un meccanismo di presunta difesa. 

Il value averaging, invece, richiede fermezza e determinazione, tali per cui l’avidità non sia il propulsore principale dell’impulsività d’investimento finanziario. 

Ovviamente, però, anche il value averaging può sottoperformare se si scelgono determinati periodi economici per iniziare: tutto dipende dal momento di partenza e dal momento di arrivo. È più efficace quando la volatilità è alta e peggiore quando i titoli salgono o scendono senza problemi.

In un mercato azionario lungo e stabile, infatti, non c’è nulla di più efficace del buy-and-hold, ovvero starsene comodamente seduti e lasciare che il proprio denaro lavori per sé. Ma questa strategia, come abbiamo già visto, richiede disciplina e – alla fine dei giochi – pochi investitori riescono a portarla efficacemente avanti.  

D’altro canto, però, anche il value averaging richiede una certa dose di autocontrollo: comprare di più quando le azioni sono al ribasso è complicato. 

Quindi, in sintesi, il value averaging potrebbe aiutare a non perdere il focus, ma richiede impegno e non è detto che funzioni sempre. 

L’unica vera arma per combattere le crisi e investire con successo è pianificare e resistere. 

Ti consiglio anche la lettura di questo interessante articolo su “Gli anni peggiori per l’economia“.

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