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BRUNELLO CUCINELLI: STORIA DI UN PASSAGGIO GENERAZIONALE

AZIENDE IN EREDITÀ: BRUNELLO CUCINELLI

“Si eredita la proprietà ma non la capacità di fare impresa.”
Brunello Cucinelli

Questa frase di Brunello Cucinelli è la fotografia di quello che ogni imprenditore vorrebbe: ho fatto crescere la mia azienda, vorrei che qualcuno fosse in grado di farla sopravvivere.

E questo qualcuno potrebbe anche non essere un familiare.

La pianificazione del passaggio generazionale non deve per forza seguire modalità identiche per ogni azienda: questa storia, per esempio, ha un sapore tutto anglosassone.

Brunello Cuccinelli

IL PASSAGGIO GENERAZIONALE IN ITALIA

Le aziende italiane, nell’ultimo decennio, hanno visto incrementare i leader ultrasettantenni dal 17% al 25,5%: forse i padri non hanno così tanta voglia di lasciare il comando ai propri figli… o forse non sono sicuri di aver trovato la strategia attraverso cui garantire la continuità aziendale.

Uno degli strumenti impiegati per il passaggio generazionale nelle imprese italiane è il trust: uno strumento giuridico importato dall’universo del sistema common law, che serve a regolare rapporti giuridici di natura patrimoniale.

In pratica, è una garanzia che post mortem il proprio patrimonio, o una parte di esso, venga destinato a favore di beneficiari precisi, o di un determinato scopo. Proteggendo quello che si è costruito, proteggendo chi si ama, proteggendo il futuro.

Una recente analisi del Prof. Corbetta e del Prof. Quarato dell’Università Bocconi ha individuato che 1.306 trust (gestiti da trustee, persone giuridiche) sono presenti nell’azionariato delle aziende italiane che sono state oggetto dell’analisi.

E se questa ricerca viene filtrata considerando solo le imprese con ricavi superiori a 20 ml di euro, l’1,3% delle imprese oggetto di analisi hanno un trust all’interno della compagine azionaria.

Per concretizzare tali dati, basta considerare che per la stessa categoria di imprese, la presenza di società semplici è pari all’1,8% del totale!

BRUNELLO CUCINELLI: STORIA DI UN PASSAGGIO GENERAZIONALE

Ritorniamo a Brunello Cucinelli.

Nel 2014 l’imprenditore umbro ha voluto pianificare il passaggio generazionale in un modo diverso rispetto a come si è soliti pensarlo.

Infatti, questo momento così importante, è stato implementato dal Cav. Cucinelli attraverso due differenti strategie:

– un patto tra generazioni;
– un progetto di costituzione di un trust.

Per quanto riguarda il primo punto, nella Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari, approvata dal Consiglio di Amministrazione della società il 13 Dicembre 2013, si legge che

Il Consiglio di Amministrazione ha approvato le linee guida di un programma, denominato “Passaggio Generazionale”, volto a facilitare l’avvicendamento nelle posizioni di responsabilità dei più importanti uffici e dipartimenti in cui si articola la struttura organizzativa della Società, attraverso la selezione, l’inserimento e la formazione di una nuova generazione di manager.

Il programma si prefigge l’obiettivo di formare dipendenti giovani, preparati e altamente motivati, realizzando altresì le finalità di conservazione delle conoscenze aziendali e di continuità nella gestione della Società.

Il programma prevede che ciascun dipendente della Società che sia responsabile di un ufficio partecipi ad iniziative formative e a programmi di tutoring a favore dei lavoratori del proprio ufficio, tra cui poter selezionare colei o colui (per comodità il “secondo responsabile”) che, per formazione, capacità, abilità tecniche, ecc., potrà essere investito della titolarità dell’ufficio

Inoltre, nella stessa Relazione, si legge che:

 

Si potrà diventare secondo responsabile solo dopo un periodo di prova di tre anni, nel corso del quale il secondo responsabile dovrà dimostrare le sue capacità e attitudini ad assumere il ruolo di responsabilità che gli si intende affidare in futuro quando l’avvicendamento con il responsabile dell’ufficio sarà operativo.

La designazione del giovane dipendente come secondo responsabile non garantisce peraltro la futura nomina come responsabile. Il programma prevede che l’avvicendamento alla guida di un ufficio avvenga allorché il responsabile raggiunga l’età di 60 anni.
I meccanismi di scelta del secondo responsabile si applicano altresì per la selezione dei candidati alle posizioni di CEO (Chief Executive Officer), CFO (Chief Financial Officer) e COO (Chief Operating Officer).

E ancora:

 In particolare, ferme le competenze del Consiglio di Amministrazione circa la delega delle proprie attribuzioni, il candidato alla carica di CEO dovrà essere selezionato nell’ambito del management della Società al termine di un periodo di prova durante il quale possano essere adeguatamente testate l’attitudine e le capacità del candidato per un ruolo di così alta responsabilità.

Diversamente che per gli altri incarichi, per quello di CEO non viene previsto l’obbligatorio passaggio di consegne al compimento del 60° anno da parte del CEO in carica della Società.

In modo tale che l’azienda possa prepararsi con il giusto tempismo al “passaggio del testimone” dei manager più importanti.

Per quanto attiene il secondo punto, avendo come obiettivo

  • la garanzia dell’unitarietà della gestione della partecipazione nella Brunello Cucinelli Spa,
  • la garanzia dell’unitarietà del patrimonio immobiliare del Borgo di Solomero,
  • la garanzia del sostentamento alla Fondazione Brunello Cucinelli per la realizzazione di quelle opere che il Cav. e la moglie hanno definito abbellimento dell’umanità

Brunello Cucinelli ha istituito 8 anni fa un trust irrevocabile, trasferendo ad un trustee professionale il 100% del capitale sociale di Fedone srl (Fedone srl è titolare del pacchetto di controllo della Brunello Cucinelli Spa).

Beneficiarie del trust sono le due figlie.

L’atto di trust prevede la nomina di un comitato di 5 saggi che affiancano il trustee con funzioni consultive.

Il trust non potrà modificare le regole di governo societario, né le attribuzioni di poteri e competenze all’interno della Brunello Cucinelli Spa.

Sull’argomento del trust per la successione, consiglio la lettura del seguente articolo: Perché utilizzare il trust per la successione e la gestione delle società.

 

Perché, se è vero che non si può lasciare in eredità l’imprenditorialità, l’ampiezza di vedute e di orizzonti, la capacità di fare impresa, è anche vero che se ne può agevolare la trasmissione.
E questa storia ne è l’esempio.

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