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IL COINVOLGIMENTO DEL GESTORE DEGLI INVESTIMENTI FINANZARI NEL PORTAFOGLIO PERSONALE
Una scelta di equilibrio
Quando si tratta di investimenti finanziari, la domanda su quanto coinvolgimento un gestore di investimenti dovrebbe avere nel proprio portafoglio personale è sempre stata un argomento piuttosto intrigante che implica una serie di riflessioni doverose.
A questo proposito, all’interno dell’articolo andremo ad osservare nel dettaglio quali sono le diverse posizioni sul tema del coinvolgimento del gestore degli investimenti finanziari nel proprio portafoglio personale e come mantenere il giusto equilibrio.
IL GESTORE DEGLI INVESTIMENTI FINANZIARI: LE OPINIONI SU COME GESTIRE IL PORTAFOGLIO
Sul tema del coinvolgimento del gestore degli investimenti finanziari, emerge una vera e propria contrapposizione di opinioni e posizioni.
Da un lato, vi sono coloro che sostengono la necessità (oltre che l’opportunità) per il gestore degli investimenti finanziari di seguire “ciò che si predica”, investendo in modo significativo nelle stesse strategie consigliate ai clienti.
Dall’altro lato, invece, vi sono coloro che suggeriscono di evitare rischi eccessivi attraverso la diversificazione in strategie passive.
Come trovare un equilibrio per il gestore degli investimenti finanziari
Immaginate un gestore di investimenti finanziari che dedica il suo tempo a costruire e gestire un portafoglio concentrato di oltre 20 società, guadagnando sulla base delle performance aziendali scelte.
La posizione di chi gestisce questa tipologia di investimenti finanziari per conto terzi, solleva il dubbio su come dovrebbe affrontare il proprio investimento personale.
La domanda lecita da porsi è:
il gestore di investimenti finanziari dovrebbe investire sulle aziende in cui crede dopo le sue ricerche approfondite? Oppure dovrebbe evitare il rischio della concentrazione optando, per esempio, per una strategia passiva?
Una breve, ma doverosa, parentesi per quanto riguarda la strategia passiva. Quando si parla di gestione passiva degli investimenti si intende una strategia di investimento che prevede che il gestore degli investimenti tende essenzialmente a replicare nel modo più fedele possibile l’andamento del mercato di riferimento.
In questo modo, il gestore andrebbe a seguire le tendenze del mercato identificate in un benchmark, andando a minimizzare le proprie libere decisioni.
Da un lato, c’è la prospettiva di mettere in pratica ciò che si insegna, dimostrando fiducia nelle proprie scelte e offrendo un esempio tangibile ai propri clienti dei risultati che possono essere ottenuti attraverso degli investimenti finanziari consapevoli.
Tuttavia, dall’altro lato, investire in un numero limitato di aziende aumenta il rischio di concentrazione, legando fortemente il successo o il fallimento alla performance di un numero ristretto di aziende.
Le diverse prospettive sul coinvolgimento del gestore degli investimenti finanziari
Una considerazione interessante riguarda l’evoluzione delle persone e dei valori nel tempo. Così come le preferenze e le responsabilità cambiano con l’età, anche le scelte di investimento possono variare lungo il percorso.
Questo solleva la domanda: è saggio seguire la stessa strategia in cui si consiglia agli altri di investire?
A questo proposito, può tornare utile la lettura dell’articolo “Should Your Investment Manager Have Skin in the Game?” di Ben Carlson del blog A Wealth of Common Sense.
L’autore, infatti, analizza un recente studio di Morningstar di Jeffrey Ptak. Dall’interessante studio emerge che la maggioranza dei fondi e degli ETF sono gestiti da professionisti che non possiedono azioni del fondo che gestiscono, sollevando dubbi sul coinvolgimento personale e sull’allineamento di interessi con i clienti.
In particolare, dei quasi 10.300 fondi comuni di investimento ed ETF negli Stati Uniti, più di 5.900 sono i fondi in cui i gestori non possiedono azioni nel fondo che gestiscono. Mentre, circa 4.300 sono strumenti in cui il gestore possiede azioni del proprio fondo.
In sintesi, quasi il 60% dei fondi e degli ETF hanno gestori di portafoglio che non possiedono azioni dei fondi che stanno gestendo.
Conclusioni
In conclusione, non è necessario per un gestore investire l’intero patrimonio nella strategia attiva che ha sviluppato, ma potrebbe essere ragionevole avere una certa “esposizione” personale a ciò in cui si crede.
Se si consiglia di investire in una strategia, sembrerebbe essere logico avere un coinvolgimento personale in linea con la stessa raccomandazione di investimento.
Tuttavia, è importante sottolineare che ognuno ha necessità, esigenze, prospettive e obiettivi differenti. Per questo motivo, i gestori di investimenti finanziari dovrebbero valutare attentamente quanto coinvolgimento avere nei propri investimenti personali in relazione sia alle strategie consigliate, che ai propri obiettivi a lungo termine.
Dunque, la scelta del coinvolgimento personale del gestore degli investimenti finanziari rappresenta una decisione piuttosto complessa che richiede un’attenta valutazione ed un equilibrio tra la dimostrazione di fiducia nelle proprie scelte e la gestione prudente del rischio per garantire una strategia di investimento equilibrata e sicura.

