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CONSULENZA FINANZIARIA
Un viaggio attraverso l’evoluzione del tempo
La consulenza patrimoniale è una vera e propria arte, in cui si intrecciano competenze e atteggiamenti specifici.
In questo articolo faremo un viaggio attraverso l’evoluzione nel tempo della consulenza patrimoniale.
La consulenza patrimoniale: alcune premesse
Essere un investitore di successo richiede una serie di competenze e di conoscenze particolarmente importanti, che si possono acquisire soltanto con anni e anni di esperienza.
È necessario comprendere non soltanto i principi della matematica e delle statistiche, ma anche avere una conoscenza profonda in merito alle dinamiche aziendale e all’economia globale nel lungo termine.
A queste competenze, si aggiunge inoltre la conoscenza delle diverse classi di attività in termini di rischio e rendimento. Si tratta – anche in questo caso – di un tema cruciale.
Ma ciò che rende veramente un investitore finanziario davvero brillante è la sua disciplina “emotiva”, che lo guida attraverso le altalene del mercato. La sua capacità ad affrontare eventuali crolli del mercato, senza farsi trascinare da panico e paure.
La storia della consulenza patrimoniale
La storia del mondo finanziario è un viaggio complesso tra le varie epoche, che attraversa momenti storici piuttosto diversi tra loro e che, inevitabilmente, si riversano sulla situazione del mercato.
Consideriamo, ad esempio, gli anni Quaranta, un’epoca in cui discutere di investimenti a lungo termine rappresentava un lusso che davvero pochi investitori potevano permettersi.
E se facciamo un passo ancora più indietro, nel cuore della Prima Guerra Mondiale, il mercato azionario rimase chiuso per sei mesi, prosciugando la liquidità mentre le Nazioni si lanciavano nel conflitto mondiale.
Gli anni Venti, invece, portarono un inedito boom di prodotti finanziari, seguito nel 1929, da un crollo del mercato azionario, che precipitò dell’85%.
Va detto, tuttavia, che nel 1929, solo l’1% della popolazione possedeva azioni. Circa 1,5 milioni di persone su una popolazione di circa 120 milioni.
L’evoluzione degli investimenti, infatti, era ostacolata da barriere d’ingresso elevate (il collasso dell’economia nonché un alto grado di disoccupazione) e una mancanza di conoscenza effettiva sui mercati.
La consulenza patrimoniale: la prima pubblicità sugli investimenti finanziari
Proprio su quest’ultima problematica, Merrill Lynch tentò di cambiare le cose. Nel 1948, infatti, decise di affidare a Louis Engel la creazione della prima campagna pubblicitaria moderna per il mercato azionario.
Un annuncio di oltre 7.000 parole, pubblicato sul New York Times, dettagliava il funzionamento del mercato e delle azioni.
Si tratta a tutti gli effetti del primo annuncio sugli investimenti, mai pubblicato fino a quel momento, tanto da aver ottenuto un ampio successo: furono oltre 3 milioni le risposte all’annuncio.
La situazione cambiò definitivamente dopo la Seconda Guerra Mondiale, in termini di crescita e occupazione della popolazione nonché di reddito e di ricchezza.
Un altro evento emblematico fu l’istituzione del Centro per la Ricerca sui Prezzi dei Titoli (CRSP) nel 1960, fornendo per la prima volta dati storici affidabili sui rendimenti a lungo termine del mercato azionario.
I fondi comuni di investimento decollarono durante gli anni ’60. Furono poi gli anni ’70 a portare gli investimenti finanziari ad un altro livello, inaugurando alcune delle più grandi scoperte che gli investitori avessero mai visto.
Inoltre, la società di investimento Vanguard di John Bogle lanciò il suo primo fondo indicizzato il 31 dicembre 1975. Fu allora che la SEC abolì le commissioni a tasso fisso per la negoziazione di azioni.
Prima di quel momento, infatti, gli investitori pagavano in media l’1-3% per acquistare oppure per vendere un titolo.
Il mercato azionario degli anni ‘50 è stato coinvolto da uno dei maggiori rialzi della storia, ma la partecipazione continuava a restare piuttosto limitata. Tuttavia, la fine degli anni ’60 e gli anni ‘70 videro l’emergere dei fondi comuni di investimento, portando una maggiore democratizzazione dell’investimento in azioni.
Nel frattempo, negli Usa, si assistette anche ad un’evoluzione dei piani pensionistici a contribuzione, attraverso prima l’IRA e in un secondo momento, il 401k. Questa situazione, dunque, diede il via ad una nuova esigenza di consulenza finanziaria personale.
Consulenza finanziaria: la situazione degli anni Ottanta
Gli anni Ottanta portarono poi ad una nuova era di consulenza finanziaria, che può essere riassunta con la seguente frase, tipica dei consulenti di quel tempo:
“Trust Us, We Got This”: fidati di noi, abbiamo capito.
Gli anni ‘90 hanno poi introdotto gli ETF, Exchange Traded Fund, aprendo nuove possibilità di investimento e personalizzazione. Ma il decennio successivo è stato segnato da sfide, tra cui quella legata alla Grande Crisi Finanziaria del 2008, che ha determinato la necessità di nuove strategie di copertura e protezione del rischio.
Gli anni 2010, invece, hanno segnato l’era dell’automazione e della consulenza finanziaria online. I robo-advisor hanno determinato una vera e propria automazione delle operazioni di investimento, rendendo accessibili tattiche e strategie, come il ribilanciamento e la raccolta delle perdite fiscali.
Qual è la lezione che impariamo da questa novità? Che un portafoglio non equivale ad una pianificazione finanziaria completa.
La consulenza patrimoniale: le conclusioni
Oggi, abbiamo a disposizione un’enorme quantità di strumenti tecnologici, accessibili anche a costi relativamente molto bassi ed una vasta gamma di prodotti.
Ciononostante, l’elemento chiave resta sempre e comunque il comportamento e l’atteggiamento dell’investitore stesso.
Una pianificazione finanziaria solida richiede non solo competenze tecniche, ma anche la capacità di mantenere la disciplina e il controllo delle proprie emozioni.
Proprio per questo motivo è fondamentale fare affidamento ad un consulente finanziario di fiducia a cui potersi affidare per formulare la giusta strategia di investimento finanziario, tenendo conto delle proprie esigenze e capacità economiche.

