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NICOLA BULGARI: 4 TRUST PER LA SUA SUCCESSIONE

Oggi parliamo dei 4 trust di Nicola Bulgari, il noto imprenditore romano di 82 anni, membro della celebre famiglia di gioiellieri Bulgari. L’imprenditore ha recentemente intrapreso un’importante fase di pianificazione successoria, attraverso la creazione di quattro trust.

Questa mossa strategica è volta a garantire una transizione ordinata e efficace del suo patrimonio, fornendo un quadro chiaro per la successione aziendale e familiare.

Vediamo in questo articolo tutti i dettagli in merito alla decisione di Nicola Bulgari di costituire ben quattro trust per la sua successione.

La costituzione dei trust di Nicola Bulgari

Tre figlie – Ilaria, Natalia, Veronica – e un patrimonio personale stimato a 1,9 miliardi di euro. Nicola Bulgari ha avviato un’operazione di pianificazione successoria per garantire la continuità e la stabilità del suo “impero” aziendale e familiare.

Quattro trust – denominati Alfa 64, Beta 67, Gamma 68 (le cifre degli anni di nascita delle tre eredi) e Tara. La costituzione dei trust rappresenta un passo significativo verso la definizione di un quadro legale e strutturale. L’obiettivo è quello della gestione e della distribuzione dei suoi beni e delle sue partecipazioni aziendali, al fine di pianificare al meglio la successione.

Al contempo, nel mese di gennaio 2024, Nicola Bulgari ha deciso di conferire ai quattro trust, il 100% di Annabel holding, una delle principali casseforti dell’imprenditore. 

I possibili motivi della decisione di Nicola Bulgari

La decisione dell’imprenditore romano arriva dopo una serie di notizie di stampa che sono state diffuse dal Telegraph al New York Post. Le indiscrezioni parlano proprio di una battaglia giudiziaria che ha visto coinvolte le sue tre figlie per l’eredità della madre Anna Bulgari, venuta a mancare nel 2019.

Secondo quanto diffuso dalla stampa americana, le sorelle, in particolare Veronica e Ilaria si sono accusate a vicenda, lamentandosi di non aver ottenuto una distribuzione equa del patrimonio.

Questo episodio sembrerebbe così spiegare ancor di più la decisione di Nicola Bulgari, che verosimilmente potrebbe non voler ricadere nello stesso errore. In tal senso, l’imprenditore sembrerebbe quindi optare per una pianificazione anticipata del passaggio generazionale, utilizzando lo strumento del Trust.

Sul tema del trust, ti suggerisco la lettura del seguente articolo: Perché utilizzare il trust per la successione e la gestione della tua società. La testimonianza di Giorgio Tabellini.

I Trust di Bulgari

I trust, regolati dalle leggi dell’isola di Jersey, sono stati creati attraverso una serie di transazioni che coinvolgono le società di proprietà di Nicola Bulgari.

In particolare, il 50% della holding Annabel è stato conferito a tre dei quattro trust: il 16,66% – per un valore calcolato ai fini fiscali in 9,81 milioni – a ciascuno dei trust Alfa 64, Beta 67 e Gamma 68. 

Mentre il restante 50% è passato al Trust Tara, per un valore di 29,45 milioni di euro.

Questo conferimento di partecipazioni è un passo cruciale nella trasmissione del controllo e della proprietà delle aziende di famiglia alle generazioni future.

Va detto che si tratta di informazioni che la stampa ha ricavato dai pubblici registri della Camera di Commercio. Non è invece possibile avere visione degli atti istitutivi dei singoli Trust, in quanto riservati e non conoscibili.

Il ruolo dei Trust per la successione di Nicola Bulgari

I trust creati da Nicola Bulgari svolgono un ruolo cruciale nella protezione e nella gestione del suo patrimonio, assicurando una transizione fluida e senza intoppi alle generazioni future.

Attraverso una struttura legale robusta e una chiara definizione dei beneficiari e dei trustee, questi trust offrono una solida base per la continuità aziendale e la conservazione del patrimonio familiare nel lungo termine.

La notizia della costituzione di ben quattro trust da parte dell’imprenditore romano, Nicola Bulgari, sottolinea ancora una volta quanto il trust stia diventando uno strumento giuridico sempre più popolare tra gli imprenditori.

Questo fatto è dimostrato anche dai casi di Giorgio Tabellini, Presidente della Pei, e Piero Ferrari, vice presidente esecutivo della Ferrari. In entrambi i casi, gli imprenditori hanno scelto questa soluzione per garantire la successione e il futuro delle loro aziende.

Il trust si conferma ancora una volta uno strumento giuridico di grande importanza dal punto di vista della gestione di patrimoni di elevato valore, in particolare per coloro che sono impegnati in attività ad alto rischio. 

E tu, hai mai pensato di pianificare il futuro passaggio generazionale?