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PACE: LE REGOLE D’ORO PER UN PASSAGGIO GENERAZIONALE PERFETTO
Oggi parliamo di passaggio generazionale.
Cosa accade quando si ricevono in eredità non beni mobili o immobili, non capitali finanziari, ma imprese?
Cosa succede nel momento in cui il passaggio generazionale coinvolge interi ecosistemi lavorativi e produttivi, che si fondano su dei precisi equilibri?
Inevitabilmente, all’aumento di responsabilità si affianca un inasprimento del rischio di sbagliare.
UNA PANORAMICA GENERALE
Stando alle ultime statistiche, solo poco più del 25% delle aziende sopravvive al primo passaggio generazionale: sintomo che questo rischio spesso si rivela troppo destabilizzante per le dinamiche aziendali.
Se, poi, consideriamo il secondo passaggio generazionale, il numero delle aziende che riescono a sopravvivervi si aggira appena sotto al 15%. In altre parole, solo un’azienda su dieci riesce ad arrivare alla terza generazione. Le altre spirano prima.
Tuttavia, osservando le principali cause del declino aziendale dopo la “consegna del testimone”, è evidente che entrino in gioco altri fattori: non cifre e bilanci, ma filosofie aziendali, prospettive future, valori etici e sociali. Non dimentichiamoci che un’azienda non è immota, è un ambiente dinamico: un ottimo passaggio generazionale deve considerare anche il mondo in rapidissimo cambiamento. Deve portare innovazione, mantenere l’azienda fresca e attraente, confrontarsi con successo con la contemporaneità.
Si tratta quindi di un percorso, non di una tappa, che deve essere trattato con la giusta importanza e che non riguarda solamente l’apposizione di una firma in un documento formale. Un percorso che può condurre al successo: qui ho deciso di riassumere quattro concetti fondamentali, racchiusi nell’acronimo PACE, per il passaggio generazionale perfetto.
passaggio generazionale: pianificazione
Non si ereditano aziende chiavi in mano: il trasferimento di poteri e responsabilità deve essere graduale e pianificato per tempo.
Da un lato, i successori devono impegnarsi ad essere all’altezza del ruolo che stanno per ricoprire: formandosi, facendo più esperienza possibile (anche all’esterno dell’azienda), sviluppando competenze trasversali.
Dall’altro lato, i predecessori devono impegnarsi a trasmettere conoscenze, idee e valori, devono favorire un passaggio progressivo delle responsabilità e assicurarsi che il tutto avvenga secondo i piani. Ci sono vari strumenti che consentono di pianificare il passaggio generazionale: è necessario lasciarsi affiancare da un professionista per trovare quello più adatto.
Ne abbiamo parlato anche in questo articolo: “Come evitare di subire il passaggio generazionale“.
PASSAGGIO GENERAZIONALE: APERTURA
Apertura che deve essere rivolta verso due direzioni.
La prima, verso la prospettiva di un passaggio generazionale extra-familiare: è vero che in Italia le imprese a conduzione familiare sono molte, e questo valore viene comunemente molto sentito dagli imprenditori che desidererebbero lasciare ai propri cari il frutto dell’impegno di una vita. È altrettanto vero, però, che per la crescita e il successo dell’azienda non è necessario spartire lo stesso cognome.
La seconda apertura dovrebbe essere rivolta verso la possibilità di rivolgersi a dei consulenti per il passaggio generazionale che possano pianificarlo con il giusto distacco emotivo, e possano far fruttare la propria esperienza nel settore.
PASSAGGIO GENERAZIONALE: COMPRESENZA
Di recente abbiamo appreso della scomparsa del noto imprenditore Leonardo Del Vecchio, fondatore e fautore del successo di Luxottica, figura emblematica del capitalismo industriale del nostro Paese.
Nonostante avesse ormai spento ottanta candeline da diversi anni, non ha mai messo in atto un vero e proprio passaggio generazionale, che potesse far trovare preparati e pronti i suoi eredi.
PASSAGGIO GENERAZIONALE: EQUITÀ
Esatto, equità, non uguaglianza. Equità implica che un determinato oggetto venga spartito in base alle competenze, attraverso un sistema meritocratico, e non con una suddivisione matematica.
Ovviamente, dal punto di vista della proprietà, l’uguaglianza è fondamentale: per evitare attriti tra gli eredi, è corretto suddividere l’impresa in parti eguali.
Ma per le posizioni dirigenziali, la scelta migliore sarebbe affidare a ogni successore un impiego coerente e adatto ai propri meriti, alle proprie competenze e alle prospettive che ha per se stesso.
Quindi per la PACE aziendale, per favorire la crescita e il successo, per passare alla nuova generazione (adeguatamente preparata) un valido testimone, le regole d’oro sono quattro: pianificare, aprirsi, cooperare ed eguagliare.
Acronimo tratto da Il Sole 24 Ore

