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Pensione e donne
Oggi parliamo di pensione e donne.
Se la carriera fosse una partita di basket, gli uomini partirebbero dal primo quarto con un vantaggio in doppia cifra. Per le donne, invece, è come giocare fuori casa, con il pubblico contro e gli arbitri che ogni tanto chiudono un occhio sugli sfondamenti.
Retribuzioni più basse, carriere più frammentate, meno accesso al credito: quando arriva il momento della pensione, il divario di genere diventa ancora più evidente. Ma vediamo i numeri, perché alla fine è lì che si gioca la partita.
Numeri che parlano chiaro su pensione e donne
Qualche mese fa, al convegno di Palazzo Wedekind, l’INPS ha messo sul tavolo dati che fanno riflettere. Su 16,1 milioni di pensionati in Italia, il 52% sono donne.
Peccato che si spartiscano solo il 44% del totale dei redditi pensionistici: 141 miliardi di euro contro i 181 miliardi incassati dagli uomini. Tradotto in cifre mensili, una pensionata prende in media 1.416 euro, il 36% in meno rispetto a un pensionato.
E il bello è che il gap si è allargato nel tempo: nel 2001 la differenza era di 3.900 euro l’anno, nel 2022 è salita a 6.200.
Perché questo divario?
Il gender pension gap relativo a pensione e donne non nasce per caso, ma è il risultato di tre fattori chiave:
- Retribuzione oraria – Se guadagni meno, verserai meno contributi. E alla fine del gioco, il punteggio è inevitabilmente più basso.
- Tempi di lavoro – Le donne lavorano meno ore e meno giorni all’anno, spesso per esigenze familiari. Il part-time, poi, è una scelta quasi obbligata per molte.
- Anzianità contributiva – Carriere più frammentate e interruzioni legate alla maternità o alla cura dei familiari portano a una minore contribuzione nel tempo.
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Pensione e donne: Come cambiare il gioco?
L’unica strategia vincente è pianificare in anticipo. Iscriversi a un fondo pensione, valutare la previdenza complementare, informarsi sulle opzioni a disposizione: tutto conta quando si tratta di costruire il proprio futuro finanziario.
E, soprattutto, serve un allenatore esperto, ovvero un consulente finanziario, per evitare errori che possono costare caro negli anni a venire.
Perché se è vero che il divario esiste, è altrettanto vero che giocare d’anticipo può fare la differenza. E in questa partita, perdere non è un’opzione.
Ti suggerisco anche la lettura del seguente articolo: I motivi per sottoscrivere un fondo pensione.

