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Pianificazione patrimoniale:
la crucialità del protocollo per un raddoppio del capitale nel tempo
Pochi giorni fa il Sole 24 ore pubblicava un articolo sulle strategie di investimento e sulla pianificazione patrimoniale che si potrebbero adottare avendo come obiettivo quello di raddoppiare il capitale.
L’ho trovato interessante perché mette in luce una volta ancora e una volta di più l’importanza della pianificazione patrimoniale dei propri investimenti e della necessità di farlo con il corretto supporto consulenziale.
Considerando gli attuali tassi di rendimento delle principali classi di investimento e ipotizzando che questo scenario non cambi nei prossimi anni, questi i risultati che otterremmo per raddoppiare il capitale investito:
AZIONI GLOBALI
13 anni se investissimo sulle azioni globali
(che hanno un rendimento medio annuo del 5,49%);
OBBLIGAZIONI GLOBALI
147 anni se investissimo sulle obbligazioni globali
(che hanno un rendimento medio annuo dello 0,49%);
FONDI MONETARI
720 anni se lasciassimo i nostri denari sui fondi monetari
(che hanno un rendimento medio annuo dello 0,10%).
PIANIFICAZIONE PATRIMONIALE: LA MAPPA DELLA SERENITÀ
Lasciando il territorio delle ipotesi e tornando con i piedi ben saldi sulla terra è certo che ogni cliente, ogni famiglia, per poter programmare le giuste scelte per tempo dovrebbe sottoscrivere con il proprio consulente, la propria pianificazione patrimoniale e impostare il proprio giusto protocollo per costruire la propria serenità futura.
Ora, un po’ di tecnica, che vi sarà utile conoscere per capirne un po’ di più, ma non spaventatevi!
In verità, con il giusto supporto, si tratta di dedicare del tempo per rispondere ad una serie di domande strutturate su come vorreste costruire il vostro futuro e quello dei vostri cari partendo da ciò che avete costruito e di comporre un quadro d’insieme sul vostro progetto finanziario sostenibile, documentato e consultabile.
IL PROTOCOLLO PER GLI INVESTIMENTI FINANZIARI E LA PIANIFICAZIONE PATRIMONIALE
Il protocollo infatti è un processo matriciale con il quale ordiniamo assieme al cliente i diversi elementi che lo caratterizzano e lo rappresentiamoli con le soluzioni d’investimento migliori.
Il protocollo sarà composto da una matrice per la fase della gestione, momento in cui si andrà a decidere come e a chi devono essere intestati gli assets della famiglia, che tipo di diversificazione devono avere gli stessi, sulla base delle esigenze e degli obiettivi, cercando un’ottimizzazione che riguarda sia la parte gestionale dei costi che quella fiscale.
La seconda matrice del protocollo sarà quella relativa alla fase della protezione sulla base di quelli che possono essere i rischi imprenditoriali o professionali; sarà la fase in cui di decidono le strategie di conservazione e protezione del patrimonio.
Da ultimo, avremo la matrice del trasferimento con la quale si andranno ad individuare gli elementi che consentono ai proprietari di avere un flusso di cassa (e quindi si valuteranno anche tutti gli aspetti relativi alla fase pensionistica) oltreché pensare a tutte quelle operazioni che riguardano i trasferimenti intervivos alle persone care o a favore di altri.
Quest’ultima matrice sarà anche quella che andrà a definire il tema del passaggio generazionale del patrimonio.
Queste le basi per tracciare in verità la propria mappa della serenità e per elaborare un’ottimale pianificazione patrimoniale.
E tu…hai costruito le matrici e il protocollo?

