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Il Bitcoin
La narrativa economica e la diversificazione di portafoglio
Oggi parliamo di bitcoin e di diversificazione del portafoglio.
La scorsa settimana il Wall Street Journal ha raccontato la storia di MicroStrategy Inc.: fondata nel 1989 dal CEO Michael J. Saylor, allora un ragazzo appena laureato al MIT, oggi è una società quotata al Nasdaq che si occupa di creare software per consentire alle aziende di utilizzare i propri dati per guidare il processo decisionale.
Saylor, intervistato, ha raccontato
“Avevo la terribile consapevolezza di essere seduto su un cubetto di ghiaccio da 500 milioni di dollari che si sta sciogliendo”.
Allora cosa deve fare una società con un cubetto di ghiaccio che si scioglie da 500 milioni di dollari? Si scopre che non è così facile scaricare mezzo miliardo di dollari in un breve lasso di tempo.
Saylor avrebbe potuto ricomprare mezzo miliardo di azioni della sua azienda ma ha stimato che per un’azienda come MicroStrategy ci sarebbero voluti 4 anni. Troppo tempo!
Così ha intrapreso un’altra strada: MicroStrategy ha scommesso metà del suo patrimonio totale sul bitcoin.
Andiamo allora ad analizzare questo caso di diversificazione del portafoglio con i bitcoin.
IL BITCOIN: la strada scelta da MicroStrategy
MicroStrategy ha scommesso metà del suo patrimonio totale sul bitcoin.
Per prima cosa ad agosto (2020) MicroStrategy ha impiegato $ 250 milioni per acquistare 21.454 BTC e poi a settembre altri $ 175 milioni (16.796 BTC) per un totale di $ 425 milioni e 38.250 BTC.
Ciò che è affascinante è che MicroStrategy è stata in grado di aprire una posizione così ampia senza muovere realmente il mercato, senza che nessuno se ne accorgesse. Questo la dice lunga di quanto sia diventato liquido un asset come bitcoin!
Alla quotazione di metà novembre, il controvalore del 38.250 Bitcoin comprati da MicroStrategy valgono 612 milioni di dollari e la sua capitalizzazione complessiva è di 1,8 miliari di dollari!!
Saylor ha dichiarato che l’obiettivo di questa incursione nella valuta digitale non è quello di aumentare il valore delle azioni, ma piuttosto impedire che il potere d’acquisto dell’azienda scenda.
Avrebbe potuto farlo comprando oro o argento o qualche altra forma di investimento “alternativo”.
IL BITCOIN PER LA DIVERSIFICAZIONE DEL PORTAFOGLIO
È affascinante la storia del Bitcoin.
Nel suo libro Economia e narrazioni il premio Nobel Robert J. Shiller dedica un capitolo intero alla prima criptovaluta.
Secondo l’economista, il Bitcoin rientra di diritto tra quelle storie popolari contagiose che si diffondono tramite il passaparola, i mezzi di informazione e i social media.
Alla fine, questa tipologia di narrazioni, influenzano i nostri comportamenti economici, su come e dove investite, su quanto spendere e risparmiare.
L’origine del Bitcoin risale al 2008 quando il mitico Satoshi Nakamoto inviò ad una mailing list un paper intitolato “Bitcoin: a peer-to-peer electronic cash system”.
Nell’anno successivo fu lanciata la prima criptovaluta basata sulle idee esposte in quel documento, che appunto fu chiamata Bitcoin.
Sicuramente il Bitcoin si è sviluppato in questi undici anni non perché abbiamo imparato a conoscere l’espressione digital signature algorithm: la sua storia è quella che racconta di investitori che hanno puntato su questa criptovaluta e si sono arricchiti con la consapevolezza di aver investito sul futuro.
La cosa migliore di tutte, scrive ancora Shiller, è che “non bisogna nemmeno capire come funziona questa criptovaluta per acquistarla”.
La narrazione del Bitcoin si potrebbe intitolare “Vieni a far parte del futuro” e si autoalimenta dalle continue notizie delle fluttuazioni del suo prezzo.
Investire in Bitcoin per la diversificazione del portafoglio
Considerare il Bitcoin uno strumento alternativo di diversificazione del portafoglio.
Pensiamo a come questa forma di investimento possa entrare nel protocollo di investimento di un cliente.
È di pochi giorni fa la pubblicazione di Fidelity (una tra le più importanti società di investimento al mondo) di uno studio intitolato “Bitcoin Investement Thesis. Bitcoin role as an alternative investments”.
Secondo Fidelity, il Bitcoin deve essere sicuramente annoverato tra gli investimenti alternativi.
“Sono poche le attività che offrono una costante decorrelazone con le risorse tradizionali per periodi lunghi di tempo (anni). Pertanto, gli investitori che cercano di ricalibrare i loro portafogli, dovrebbero valutare la validità e l’impatto di un’allocazione su bitcoin per determinare se può svolgere un ruolo in un portafoglio multi-asset”.
E come si può vedere dalla tabella, il Bitcoin ha correlazione molto bassa con tutti gli altri assets (azioni, obbligazioni, oro, immobiliare): il valore di correlazione è una media di 0,11, indicando che non c’è quasi nessuna relazione tra i rendimenti del Bitcoin e altri asset.
Come promemoria, le correlazioni rientrano nell’intervallo da -1 a 1. Una correlazione di 1 indica una correlazione positiva perfetta o che le variabili si muoveranno insieme. Una correlazione di -1 si riferisce a una perfetta correlazione negativa tale che le variabili si muovono in direzioni opposte. Una correlazione pari o prossima allo zero significa che non esiste alcuna relazione tra le variabili.
E la ricerca di Fidelity ha fatto anche di più.
Ha stimato quello che poteva essere la differenza di rendimento introducendo una % di investimento in Bitcoin in un classico portafoglio 60/40 (60 azioni e 40 obbligazioni) da gennaio 2015 a settembre 2020.
La diversificazione di portafoglio con il Bitcoin
Per concludere, secondo Fidelity, all’interno di un portafoglio un’allocazione target del 5% di Bitcoin potrebbe essere interessante.
Se l’allocazione di Bitcoin sale al 10% del portafoglio a causa della sua sovraperformance rispetto ad altre attività, una strategia di ribilanciamento disciplinata imporrebbe di vendere Bitcoin per riportare la sua allocazione all’obiettivo del 5% e di utilizzare i fondi per aumentare l’esposizione verso altre asset class, che sono scese al di sotto della loro allocazione target.
Se Bitcoin sottoperforma e scende all’1% del portafoglio, gli investitori comprerebbero Bitcoin e venderebbero la loro posizione in altre classi di attività che sono al di sopra della loro allocazione target. Un vantaggio del ribilanciamento è che costringe gli investitori ad avere la disciplina per comprare a basso e vendere a prezzo alto.
Investire in Bitcoin
Se non hai mai pensato al Bitcoin come strumento di diversificazione del portafoglio, penso sia giunto il momento di affrontare l’argomento all’interno del protocollo che hai definito con il tuo consulente patrimoniale. Oppure, contattami ed esaminiamo assieme il tuo protocollo.



