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COME COMPORTARSI NEL 2023

IL PORTAFOGLIO 60/40 e la sua variante “lazy”

 

Hai mai sentito parlare del portafoglio 60/40?

Una premessa. Asset allocation significa semplicemente dividere i tuoi asset nelle giuste proporzioni tra azioni, obbligazioni e liquidità per massimizzare le possibilità di raggiungere i tuoi obiettivi finanziari con un minimo di rischio.

L’economista vincitore del premio Nobel Harry Markowitz ha descritto la diversificazione come “l’unico pranzo gratis in finanza”. Harry Markovitz nel 1952 ha sviluppato quella che viene chiamata Modern Portfolio Theory.

Gianluca Scarcella | Consulente Patrimoniale

Una asset allocation scelta da un grande numero di investitori è la popolarissima 60/40: 60% di azioni e 40% di obbligazioni.

E negli anni questa asset allocation ha portato sempre benefici a chi l’ha scelta.

Basti pensare che negli ultimi 50 anni, combinando queste due asset class nel modo 60/40, gli investitori sono stati in grado di ricevere l’87% del rendimento che avrebbero ricevuto se avessero investito solo in azioni, ma con una volatilità inferiore del 45%.

Questo cosa ha significato?

Che per esempio negli ultimi 10 anni, il più grande calo mensile di un tradizionale portafoglio 60/40 è stato pari solo al 35% del più grande calo mensile dell’S&P 500.

Cos’è successo ai Portafogli 60/40 nel 2022?

Per rispondere all’inflazione sempre più crescente, la Fed ha iniziato ad aumentare i tassi così come non faceva da più di quarant’anni in un arco temporale di sei mesi, causando una discesa sul mercato obbligazionario superiore al 14%.

Paradossalmente, nel terzo trimestre del 2022, un portafoglio 60/40 ha registrato perdite maggiori rispetto ad un portafoglio investito in azioni: evento questo eccezionalmente insolito.

Il fallimento del portafoglio 60/40 nell’offrire protezione agli investitori dal mercato ribassista delle azioni ha ribaltato quella che era diventata la prassi di allocazione convenzionale tra i mercati: i prezzi delle azioni e i prezzi delle obbligazioni non si muovono nella stessa direzione.

Questo pensiero è stato alla base delle strategie di diversificazione per molti anni.

Ma perché in presenza di alta inflazione il mercato obbligazionario scende?

Perché riduce il valore dei futuri pagamenti delle cedole e aumenta anche il valore dei rendimenti obbligazionari.

Poiché è più probabile che gli investitori acquistino nuove obbligazioni con rendimenti più elevati, i prezzi delle obbligazioni esistenti con rendimenti inferiori generalmente diminuiscono

E tutto questo si è inserito in un contesto in cui il mercato azionario ha perso più del 20%.

E nei giornali finanziari si è cominciato a leggere della morte del portafoglio 60/40?

È quindi il momento di abbandonare questa semplice asset allocation?

Potrebbe…. Ma anche no.

Questo istogramma ci fa vedere le più grandi discese del portafoglio 60/40 dell’ultimo secolo.

E’ la discesa di quasi 19 punti del 2022 del portafoglio 60/40 non è uno scherzo, ma per esempio è solo due terzi rispetto a  quanto accaduto durante la crisi finanziaria del 2008/2009 quando il portafoglio 60/40 è sceso del 30%.

 

Fonte: Dimensional Fund Advisors

Secondo me è importante, soprattutto in queste fasi di grande difficoltà per le condizioni dei mercati finanziari, focalizzarsi non solo sui ritorni che il nostro portafoglio ha avuto, ma anche su come potrebbero comportarsi, i portafogli, nei mesi e negli anni a venire.

È importante che gli investitori non si concentrino su dove sono stati i rendimenti, ma su dove potrebbero andare nei mesi e negli anni a venire.

Diamo un’occhiata a cosa ha fatto il portafoglio 60/40 dopo una discesa di almeno il 10% dal 1926 ad oggi.

Appare chiaro come il ritorno medio è stato molto forte sia a 12 mesi, che a tre anni e soprattutto a 5 anni.

 

Fonte: Dimensional Fund Advisors

PORTAFOGLIO 60/40: Cosa ci suggerisce tutto ciò?

Che la storia può insegnare molto agli investitori, soprattutto ad avere un chiaro piano finanziario a lungo termine: tutto questo dovrebbe servire a ricordare che eventuali discese del valore dei loro portafogli non dovrebbe distrarli dai chiari obiettivi fissati nei loro protocolli. 

Ma anche che nella costruzione dei propri portafogli, una volta definito il proprio protocollo di investimento, si può andare oltre l’asset allocation 60/40.

 

Come superare l’asset allocation del portafoglio 60/40 e renderla più sicura e adatta al momento?

Larry Swedroe e Kevin Grogan nel libro intitolato Reducing the risk of Black Swans, nella prefazione considerano la seguente situazione iniziale:

“La maggior parte dei portafogli degli investitori sono caratterizzati dalla presenza di due asset class, le azioni e le obbligazioni, l’asset rischioso e quello più tranquillo.”

Questo portafoglio (che sappiamo adesso essere il famoso “60/40”), ha performato molto bene negli ultimi 30 anni. Ma questa buona performance è stata guidata da una serie di fattori che molto probabilmente non si ripresenteranno anche negli anni futuri. E ciò fa nascere una nuova sfida per gli investitori di oggi.

Partendo dal portafoglio iniziale “60/40”, si tratta di diversificare ulteriormente il portafoglio finanziario, introducendo dapprima la componente small cap nella parte azionaria, poi l’azionario value e infine l’azionario internazionale.

Una volta definita la composizione, è necessario verificare se è ben composto non pensando alla diversificazione nel modo convenzionale di numero, peso delle singole azioni, asset class e regioni geografiche, bensì considerando i fattori che determinano il rischio e il rendimento di un portafoglio: si devono pesare i rischi di ogni singolo asset.

Per la parte obbligazionaria, un fattore di diversificazione è dato dalla duration.

Si ottiene il Larry Portfolio che è così composto:

30% azionario e 70% obbligazionario

30% azionario, articolato nel seguente modo:

  • 15% Small Cap Value (mercato americano)
  • 7,5% Small Cap Value (mercato internazionale)
  • 7,5% Mercati Emergenti Large Cap

70% obbligazionario, articolato nel seguente modo:

70% obbligazioni governative americane a scadenza intermedia (3/7 anni).

Vuoi conoscere di più sul LARRY PORTFOLIO e sulla metodologia LAZY? Scarica il white paper >>

Che risultati si sono ottenuti con questo portafoglio? E nel 2022?

Guardiamo all’investitore italiano… a chi ha investito secondo l’approccio Lazy del Larry Portfolio.

Nel 2022 il Larry Portfolio, aggiornato al 9 dicembre, ha perso il 3,88% .

Una gran bella differenza rispetto alle perdite del 2022 del portafoglio 60/40!!

Vuoi saperne di più o confrontare i tuoi investimenti?

Il rischio non è il mercato. Sei tu.


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