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RIBILANCIARE UN PORTAFOGLIO:
COME E QUANDO FARLO?
Come e quando ribilanciare un portafoglio?
In questo articolo andremo ad analizzare come e quando ribilanciare un portafoglio, approfondendo gli effetti che diversi metodi di ribilanciamento hanno sulla performance del portafoglio, come un ribilanciamento periodico possa riportare l’asset allocation a quella stabilita che garantisce che il livello di rischio e il rendimento atteso del portafoglio restino appropriati.
Restare concentrati sempre sugli obiettivi a lungo termine è il consiglio principale. Non farsi distrarre dalla volatilità del breve periodo è la sfida.
Come e quando ribilanciare un portafoglio finanziario?
La decisione di asset allocation, che tiene conto della tolleranza al rischio, dell’orizzonte temporale e degli obiettivi finanziari dell’investitore, è la decisione più importante nel processo di costruzione del portafoglio.
La funzione principale del ribilanciamento del portafoglio finanziario è mantenere il rischio del portafoglio in linea con la tolleranza al rischio dell’investitore.
In assenza di ribilanciamento, le allocazioni di portafoglio si allontaneranno dall’obiettivo prefissato man mano che i rendimenti delle sue attività divergono, portando a un rischio di portafoglio molto più elevato.
Facciamo un esempio di portafoglio e come ribilanciare un portafoglio finanziario.
Ad esempio, un portafoglio con il 60% di azioni e il 40% di reddito fisso, il classico portafoglio (60/40) che fosse stato impostato alla fine del 1989, se non fosse mai stato ribilanciato, avrebbe avuto l’80% di azioni alla fine del 2021, come mostrato nella Figura 1, in netto contrasto con un ribilanciamento annuale portafoglio.
Ribilanciare un portafoglio: e questa nuova asset allocation che ripercussioni avrebbe potuto avere?
La Figura 2 illustra l’ammontare aggiuntivo di rischio insito in un portafoglio 80% azionario/20% obbligazionario rispetto all’allocazione prevista del 60% azioni/40% obbligazioni.
Negli ultimi 30 anni, il drawdown massimo di un portafoglio 60/40 è stato del 26,6% rispetto ad un draw-down massimo di un portafoglio 80/20 che è stato del 34,9%.
Differenze significative, rispetto al piano iniziale, durante periodi di elevata volatilità, possono indurre gli investitori ad abbandonare il proprio portafoglio a causa di un disallineamento con la loro tolleranza al rischio, portandoli a bloccare le proprie perdite.
Il ribilanciamento svolge anche un ruolo fondamentale nell’aiutare un investitore a mantenere la disciplina nella strategia di investimento e mira a rimuovere le emozioni dal processo decisionale durante le turbolenze del mercato.
MA COME SI FA A RIBILANCIARE UN PORTAFOGLIO?
Quando si tratta di ribilanciare un portafoglio, ci sono diversi metodi tra cui scegliere. Una strategia di ribilanciamento è composta da decisioni su frequenza, soglia e destinazione.
- La frequenza si riferisce alla frequenza con cui l’allocazione del portafoglio deve essere monitorata. La frequenza di monitoraggio può essere giornaliera, settimanale, mensile, trimestrale, semestrale, annuale e così via.
- La soglia determina quanto è consentito deviare dall’obbiettivo. Ad esempio, una soglia dell’1% o del 2% e così via, rispetto all’asset allocation originaria.
- Infine, la destinazione informa fino a che punto il portafoglio sarà ribilanciato rispetto all’obiettivo; ovvero, si può scegliere di tornare indietro fino all’allocazione obiettivo, a metà strada tra l’obiettivo e la soglia o fino al limite della soglia.
QUALI SONO I METODI MIGLIORI PER RIBILANCIARE UN PORTAFOGLIO?
Secondo un recente studio pubblicato da Vanguard, i metodi di ribilanciamento basati sulla frequenza (definiti anche a calendario) sono i migliori.
I metodi basati sul calendario sono semplici e facili da implementare.
E in particolare, questa ricerca, ha individuato che tra le regole di ribilanciamento basate sul calendario, troviamo che un portafoglio ribilanciato annualmente è ottimale per varie allocazioni azioni/obbligazioni.
Infatti, questo tipo di approccio ottiene il punteggio più alto su una scala di ottimizzazione per un portafoglio 60% azionario/40% obbligazionario, come mostrato nella Figura 3, rispetto ad altri metodi basati sul calendario.
In generale, il ribilanciamento troppo frequente o troppo poco frequente non è efficiente in termini di rischio, rendimento e costi, come indicato dalla forma della gobba nella Figura 3.
Le strategie di ribilanciamento del portafoglio finanziario troppo frequenti comportano costi di transazione più elevati e hanno maggiori implicazioni fiscali all’interno dei conti imponibili.
D’altra parte, un ribilanciamento troppo poco frequente, ad esempio una volta ogni 2,5 anni o mai un ribilanciamento, fa sì che il portafoglio si allontani troppo dall’allocazione target nel tempo, determinando una disconnessione con la tolleranza al rischio dell’investitore.
COSA FARE PER RIBILANCIARE UN PORTAFOGLIO?
Quindi… in questi primi giorni dell’anno, è assolutamente indispensabile rivedere con i tuoi consulenti l’asset allocation del tuo portafoglio.

