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L’IVY PORTFOLIO: IMPARANDO DALL’IVY LEAGUE
L’IVY PORTFOLIO È UNO DEGLI OTTO LAZY PORTFOLIO
Nella mia ultima edizione del White Paper: i migliori metodi per gestire il tuo portafoglio finanziario (che, qualora non l’avessi ancora fatto, potrai richiedere qui) ho introdotto 8 tipologie di portafogli d’investimento.
Hai mai sentito parlare di Ivy Portfolio?
Sono dei piani d’investimento finanziario utili per condurre (o anche solo condizionare) le tue politiche finanziarie, in modo tale da non trovarti impreparato di fronte agli imprevisti e di seguire una linea d’intervento precisa ed efficace.
Abbiamo già approfondito le caratteristiche del Larry Portfolio, per cui ora è il turno dell’Ivy Portfolio.
La storia anche questa volta affonda le proprie radici oltreoceano, precisamente in quello spazio intellettuale tanto intangibile quanto sacro, rappresentato dalle stelle di punta della Ivy League: il gruppo delle università private più prestigiose e ambite di tutti gli Stati Uniti.
Università dalle rette a sei cifre, che possono godere quindi di patrimoni finanziari particolarmente consistenti. A troneggiare sulle altre, ovviamente, non potevano esserci che Yale e Harvard: due fari avanguardisti in numerosissimi settori, tra cui anche l’economia.
L’Ivy Portfolio deriva proprio da questo: dal piano di gestione delle dotazioni economiche di queste due università americane.
Ivy portfolio: come si declina per un privato
Ci sono delle differenze sostanziali tra i portafogli finanziari delle Università, con le loro caratteristiche e una loro maggiore flessibilità; e i portafogli finanziari degli investitori privati: primi tra tutti i notevoli vantaggi fiscali riservati agli investimenti, ma anche l’orizzonte di investimento a lungo (lunghissimo) termine e una necessità relativamente ridotta di liquidità.
Pensate che le università spendono annualmente solo il 4/5% del loro patrimonio: hanno così la possibilità di investire in asset liquidi.
La composizione dei portafogli finanziari e delle strategie adottate da queste Università della Ivy League, può essere abbracciata anche dagli investitori privati, che dovranno considerare una propria policy comprendente sia investimenti in etf, o in strumenti “attivi”, in private equity o in edge fund.
Leggi anche: Portafoglio d’investimento e Piano di investimento: perché è così importante.
Questo è il grafico che rappresenta la composizione ideale dell’Ivy Portfolio:
Perché l’ivy portfolio?
La caratteristica che salta di più all’occhio di questo tipo di portafoglio è un’attenzione approfondita alle allocazioni degli asset reali, una scelta distante da quelle che potrebbe essere la saggezza convenzionale.
Si tratta di una prospettiva di investimento finanziario più tattica, che cerca di ottenere rendimenti in diversi orizzonti piuttosto che aggrappandosi ai vecchi paradigmi di allocazione.
Il rendimento medio annuale dell’Ivy Portfolio, negli ultimi 28 anni, è stato del 7,41% annuo.
Attenzione, però: l’Ivy Portfolio è considerato un portafoglio ad alto rischio.
Questo significa che, se da un lato le prospettive di rendimento sono molto invitanti, dall’altro le possibilità di perdita sono più insistenti rispetto ad altri portafogli.
Infatti, il punto di perdita massima è stato registrato dal luglio 2008 al febbraio 2009, ed era pari al 47,40%.
Così come nella vita, anche nelle politiche finanziarie a volte bisogna avere il coraggio di osare.
E se hai già letto il mio articolo L’importanza di avere un protocollo d’investimento saprai che i cambi di rotta e i movimenti ribassisti non spaventano chi è già preparato.

